Al Parco Madre Teresa di Calcutta, in via Eleonora d’Angiò, un muro torna a ispirare. Non solo attraverso le immagini e i colori di un nuovo murales, ma soprattutto grazie alla storia di collaborazione e impegno che lo ha reso possibile. Il legame di Nuova Acropoli Catania con il parco è ormai profondo e consolidato. Iniziato nel 2013 ha visto la realizzazione di molteplici progetti e attività di riqualificazione. Nel 2016 si è impreziosito con l’installazione della prima bibliocasetta a Catania, che vede i cittadini scambiarsi libri con entusiasmo e costanza.


Gli ultimi interventi di riqualificazione, iniziati con la festa di primavera del 22 marzo, hanno visto come fiore all’occhiello il ripristino del murales che ha preso forma attraverso quattro appuntamenti, in cui i volontari di Nuova Acropoli Catania e il writer Antonio ANC Barbagallo hanno lavorato fianco a fianco. Non si è trattato di un semplice intervento di ritocco: il murales – che era stato realizzato nel 2014 – era quasi del tutto deteriorato, anche a seguito dei lavori di riqualificazione svolti dall’amministrazione comunale nel 2023. Per questo è stato ripensato e ricreato da zero, restituendo nuova vita a uno spazio che negli anni aveva perso parte della sua forza espressiva. “Contribuire alla realizzazione di un murales insieme a Nuova Acropoli è un segno di grande stima nei confronti di un’associazione che continua a prendersi cura di un polmone verde che i cittadini vorrebbero vedere moltiplicarsi per questa amata e bistrattata città”, ha dichiarato l’artista Antonio ANC Barbagallo, sottolineando il valore simbolico di un intervento che va oltre l’aspetto estetico.


Il lavoro è stato condiviso in ogni sua fase. I volontari si sono occupati della preparazione della parete e della tinteggiatura di base, affiancando l’artista nella realizzazione dell’opera. Un impegno concreto che ha trasformato un’attività manuale in un’esperienza collettiva.

“Abbiamo vissuto tutta l’attività con gioiosità, con il piacere di lavorare insieme e con un forte senso di responsabilità”, racconta Vincenzo Messina, presidente di Nuova Acropoli Catania. “C’era il desiderio di fare bene qualcosa che potesse alimentare bontà e senso civico. Il risultato finale è stato appagante e rincuorante.”


Durante i giorni di lavoro, il parco è rimasto aperto e fruibile. Passanti, famiglie e ragazzi si sono fermati a osservare, spesso esprimendo parole di apprezzamento. Un segnale semplice, ma significativo: quando un luogo viene curato, la risposta della comunità non tarda ad arrivare. “Con poco si riesce a fare tanto”, continua Messina. “Ed è qualcosa che è stato percepito da tutti, sia da chi ha partecipato direttamente, sia da chi ha assistito.”

Anche tra i volontari, l’esperienza ha lasciato un segno profondo: “abbiamo vissuto un forte senso di squadra e cooperazione – racconta Dario, volontario di Nuova Acropoli – è stato un modo concreto per donare qualcosa alla cittadinanza, ispirati dal principio della fratellanza.”


Il murales diventa così più di un intervento artistico: è il risultato visibile di un impegno condiviso, un segno che racconta come la cura dei beni comuni possa nascere da gesti semplici, ma intenzionali. Questo è sancito anche da un legame semplice ma importante con il resto della città, soprattutto con Librino, poiché il fondo per poter realizzare il murales è stato donato dalla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti. Il colore è il blu intenso, proprio quello con cui sono state realizzate la porta della Bellezza, della Conoscenza e delle Farfalle. Adesso fa da sfondo al volto luminoso di Madre Teresa di Calcutta.

In un contesto urbano spesso segnato dal degrado o dalla disattenzione, esperienze come questa mostrano una possibilità diversa: quella di cittadini che scelgono di prendersi cura dei luoghi che abitano, trasformandoli in spazi più vivi, accoglienti e significativi. Perché, a volte, basta davvero poco per restituire bellezza. Ma quel poco, quando è condiviso, può fare molto: può fare la differenza!

Luogo: Parco Madre Teresa di Calcutta, Via Eleonora D’Angiò, CATANIA, CATANIA, SICILIA

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