Le organizzazioni sindacali Osapp, Uil Fp P.P., Uspp e Fns/Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione del personale di polizia penitenziaria in Sicilia. La decisione è maturata a seguito di quella che viene definita un’assegnazione “del tutto insufficiente” di nuovo personale: solo 77 unità destinate alla regione a fronte dell’uscita del 186° corso allievi agenti. I sindacati hanno inoltre indetto una manifestazione regionale che si terrà a Palermo il prossimo 22 maggio.
Un organico in costante diminuzione
La protesta poggia su dati definiti allarmanti. Dal 2015, per effetto del cosiddetto “piano carceri Alfano”, la capienza degli istituti siciliani è aumentata di 606 posti (da 5.833 a 6.439 detenuti), mentre la dotazione della polizia penitenziaria è scesa di 543 unità. Il quadro attuale parla di oltre un milione di ore di straordinario effettuate nel 2025 e di 91.515 giornate di congedo non fruite dal personale. Secondo i sindacati, la situazione è destinata a peggiorare drasticamente a causa dei pensionamenti previsti, che supereranno le 200 unità tra l’anno corrente e l’inizio del prossimo.
Sicurezza compromessa e aumento delle aggressioni
I sindacati denunciano una gravissima compromissione della sicurezza interna. Nel corso del 2025, nelle 23 strutture dell’isola, si sono registrati 2.362 episodi di violenza o resistenza e 249 eventi di protesta collettiva. Il dato più critico riguarda gli agenti feriti in aggressioni, con una media superiore alle 150 unità. Le sigle sindacali puntano il dito contro la recente circolare ministeriale di ottobre 2026, che avrebbe bloccato il trasferimento immediato dei detenuti violenti, rendendo di fatto nulla la precedente normativa del 2020 che garantiva l’allontanamento di chi aggrediva il personale.
Carichi di lavoro e criticità nei servizi scorta
Oltre al sovrappopolamento, sulla tenuta del sistema incidono i servizi di scorta alle autorità, che sottraggono stabilmente circa 40 unità alla forza operativa reale degli istituti. A questo si aggiungono le 24 unità impiegate presso il Nic (Nucleo Investigativo Centrale). Questa carenza strutturale costringe il personale a turni che superano frequentemente le 9 ore e a una gestione discrezionale delle priorità operative, con pesanti ricadute psicofisiche e il rischio di incorrere in procedimenti disciplinari.
La mobilitazione e la manifestazione di Palermo
La critica sindacale non risparmia nemmeno il settore minorile, dove le promesse di integrazione organica non sarebbero state mantenute, né la gestione dei vertici amministrativi. I sindacati denunciano ordini di servizio ritenuti vessatori e una mancata chiarezza nell’applicazione delle recenti circolari del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria). Per queste ragioni, le delegazioni di tutti gli istituti siciliani, sia per adulti che minorili, convergeranno a Palermo il 22 maggio per manifestare contro il degrado delle condizioni lavorative e per chiedere interventi urgenti a tutela del Corpo.






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