Meno di due mesi alla scadenza finale del Pnrr ma quella scadenza non potrà essere rispettata. ne sono convinti gli architetti della Sicilia centrale che lanciano un allarme forte.
“Da una ricognizione degli appalti in corso – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti – riteniamo che questa scadenza non potrà essere rispettata per una buona parte degli interventi in corso di esecuzione”.
Rischio “generatore di contenziosi” e non di opere
Il rischio che percepiscono gli architetti dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del “Decreto PNRR 2026”, che prevede la scadenza degli interventi al 30 giugno del 2026 è che invece di produrre opere e servizi il piano si trasformi in un infinita lite in tribunale “Il PNRR non può trasformarsi in un generatore di contenziosi ma deve rimanere uno strumento di rilancio socioeconomico dell’intero territorio nazionale”.
“Sono molti gli interventi che non potranno rispettare la scadenza del 30 giugno 2026 e, dunque, è necessario che il governo regionale e quello nazionale prendano atto di questa criticità e avviino un monitoraggio sulle opere già appaltate e consegnate agli operatori economici, consentendo la prosecuzione e il completamento degli interventi”.
Lo spettro di un’altra stagione delle incompiute
“Viceversa – prosegue il presidente Cimino – il rischio è di creare ulteriori incompiute, enti che entreranno in dissesto finanziario, imprese e fornitori che dichiareranno fallimento e professionisti a cui non verranno riconosciuti i propri sforzi e il proprio lavoro. Sappiamo benissimo che le cause sono dettate, oggi più che mai, da un costo elevato delle forniture, dal contesto geopolitico che stiamo vivendo in modo preoccupante e da una mancanza di manodopera divenuta una costante. Una proroga a giugno 2027, consentirebbe appieno il raggiungimento di tutti gli obiettivi del PNRR. Per questo – conclude Alfonso Cimino – chiediamo un intervento immediato della politica bipartisan poiché il mancato raggiungimento degli obiettivi, con la scadenza del PNRR a giugno 2026, riguarda senza dubbio tutti”.






Commenta con Facebook