“In questi ultimi giorni si sono susseguite diverse comunicazioni della Società Caronte & Tourist che stanno destabilizzando fortemente i lavoratori e i cittadini fruitori del servizio di trasporto marittimo. Prima la comunicazione di pagamento parziale della retribuzione di aprile a causa dei ritardi della Regione nel pagamento dei servizi, poi l’annunciato incremento delle tariffe e la nuova riorganizzazione interna con riduzione del numero dei lavoratori da imbarcare. La misura è colma. Non ci si costringa a fermare le navi”. Lo affermano i segretari generali regionali di Filt Cgil Alessandro Grasso, Fit Cisl Dionisio Giordano e Uiltrasporti Katia Di Cristina dopo un incontro con il Direttore Generale del Dipartimento infrastrutture Salvo Lizzio e il capo di gabinetto dell’assessorato regionale infrastrutture Bartolomeo Corallo, “che ringraziamo per la celerità con la quale hanno riscontrato la richiesta delle organizzazioni sindacali”. “La notizia è che la Regione ha predisposto i decreti di pagamento in favore della Caronte & Tourist certificando però inequivocabilmente la causa del ritardo nell’istruttoria deficitaria della Società dello Stretto. Gli stipendi quindi sono stati pagati senza decurtazione”. Inoltre, tra due giorni è previsto un incontro fra Regione siciliana e Ministero delle infrastrutture proprio sulla convenzione SNS per riprendere il ragionamento sulla scadenza anticipata della stessa. “L’auspicio è che finalmente si metta un punto fermo sulla vicenda tale da consentire alla Caronte & Tourist di ‘smettere di piangere’ e di evitare di scaricare sui lavoratori inefficienze che non sono certamente create dalla forza lavoro. Apprezziamo quindi sicuramente le risposte trasparenti e concrete acquisite oggi durante il tavolo di confronto con l’assessorato e il dipartimento regionale infrastrutture e ci auguriamo però di non leggere più comunicati trionfalistici come quelli dell’aprile 2025, che sancivano l’accordo Ministero/Regione che di fatto non c’è stato ma si giunga concretamente al risultato perché se torneranno sul tavolo la riduzione degli imbarchi e l’incremento delle tariffe saremo pronti a fermare le navi” concludono i sindacati.

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