L’applaudita ed amata stagione del Teatro Stabile Mascalucia Mario Re si conclude con “U Contra” di Nino Martoglio, una delle opere più rappresentative e popolari dell’autore belpassese.

A dirigere la commedia ambientata nel popoloso e pittoresco quartiere della Civita del primo novecento sarà Rita Re, autrice anche dell’adattamento e direttore artistico della Compagnia, che debutterà sul palco dello Stabile di Mascalucia sabato 16 maggio con un doppio appuntamento, alle ore 17.30 e 21.00, con repliche domenica 17 maggio, ore 17.30, e sabato 23 maggio, ore 17.30 e 21.00, e domenica 24 maggio, ore 17.30.


“Martoglio scrisse ’U contra nel 1918, per raccontare l’epidemia di colera che colpì Catania alla fine dell’800- dichiara Rita Re-, la tentazione di attualizzare apertamente la commedia è stata forte ma a prevalere è stata però la volontà di rimanere fedeli all’ambientazione originaria, alla lingua, all’universo umano immaginato da Martoglio”.

Una volontà animata dal desiderio di lasciare che fosse il testo stesso a rivelare la sua impressionante attualità, senza forzature e senza bisogno di strizzare l’occhio al presente.


“A più di cento anni dalla sua scrittura “’U Contra” racconta meccanismi sociali che mai come oggi sono riconoscibili, come il bisogno di trovare colpevoli, la diffusione della paura, la nascita di verità alternative figlie del sapere popolare e il modo in cui una comunità reagisce davanti a qualcosa che non riesce a controllare”.

Il tema dell’epidemia, della paura collettiva, della diffusione incontrollata di voci e convinzioni pseudo-scientifiche richiama inevitabilmente dinamiche sociali vissute in tempi recenti. I personaggi della Civita di Martoglio, rumorosa, viva, soffocante, ironica e tragica insieme sono interpretati dagli attori Santo Palmeri, Cettina Poma, Mario Rocca, Anna De Luca, Adriana Cesarotti, Christine Righi, Marco Cavallaro, Chiara Di Giovanni, Salvo Leonardi, Marzia Bisicchia, Emiliano Sgroi, Martina Garozzo, Gerardo Barbera Re, Daniela Bonaccorsi, Simona Cullurà, Germana Laino, Rosanna Scalia e Grazia Zappalà.

Un testo fortemente attuale nel quale i curtigghi civitoti di un tempo oggi sono diventati i salotti in tv e le piattaforme social perché il vero elemento contemporaneo di “’U Contra” non è l’epidemia ma l’uomo stesso. 

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