Francesco Compagna, legale della famiglia Poggi, parla a La Stampa con una chiarezza che non lascia margini. Sul futuro di Andrea Sempio, se mai arrivasse a processo: “Assolto, ma distrutto”. Sulla condanna definitiva di Alberto Stasi: “Insuperabile. Nella nuova inchiesta gli indizi a suo carico non solo non sono stati confutati, ma ne escono rafforzati”. Sull’inchiesta bis: “Questo è un film”.

La famiglia Poggi e la parte civile: “Un labirinto giuridico”

Alla domanda se la famiglia di Chiara si costituirà parte civile nel caso in cui Sempio venisse rinviato a giudizio, Compagna non dà ancora una risposta definitiva: “Ci stiamo pensando. Non abbiamo ancora deciso. Potremmo scegliere in un modo o nell’altro. Il problema è che si è creato un labirinto giuridico che non lascia intravedere quale sarà la via d’uscita”.
Sul rapporto tra questa decisione e la richiesta di revisione della condanna di Stasi, il legale è netto: “Per noi la sentenza non è stata in alcun modo superata dalle nuove indagini, quindi resta valida. Ma tutto sarà consequenziale a quella decisione”.

“Non è nata per valutare i fatti, ma per trovare alternative a Stasi”

Compagna spiega senza giri di parole perché lui e il collega Tizzoni abbiano assunto questa posizione critica sull’inchiesta: “Perché non ci convince il metodo, non ne capiamo l’impostazione. È un’indagine che ha ritenuto di prescindere dai dati di realtà. Non è nata per valutare serenamente i fatti, ma con la precisa intenzione di trovare ipotesi alternative alla colpevolezza di Alberto Stasi”.

Poi un passaggio che colpisce sul metodo investigativo: “Intercettare i genitori di Chiara, diciannove anni dopo, ma perché? Sembra che gli investigatori partano dal presupposto che la famiglia Poggi abbia nascosto qualcosa. È un’iniziativa anomala, che si fonda sulla demonizzazione del colpevole alternativo e della famiglia della vittima”.

“Questo è un film. La realtà fa resistenza”

La definizione che Compagna dà dell’inchiesta bis è quella più dura mai espressa pubblicamente: “Questo è un film. Una ricostruzione mirata sulla persona di Sempio, calibrata al millimetro. È un metodo inquisitorio. Invece di partire dai dati certi, si pretende di formulare un’ipotesi e di adattare la realtà all’ipotesi. Ma la realtà fa resistenza.”
Alla domanda su perché la famiglia Poggi stia di fatto difendendo Sempio, pur non essendone i legali, Compagna sposta il fuoco: “Il punto è un altro: è stato Alberto Stasi a uccidere Chiara.”

“Assolto, ma distrutto”

Due parole, nessuna ambiguità. Alla domanda su come finirà per Sempio: “Assolto, ma distrutto”.

E se nel frattempo la revisione avesse liberato Stasi? “Noi crediamo che la condanna resti insuperabile. Nella nuova inchiesta gli indizi a suo carico non solo non sono stati confutati, ma ne escono rafforzati”.

Sempio si proclama innocente. La sua difesa, affidata agli avvocati Cataliotti e Taccia, ha definito le intercettazioni non probanti. La difesa di Stasi, affidata a Bocellari e De Rensis, punta all’istanza di revisione entro l’estate.