Ancora un’auto bruciata nella notte nel Palermitano, un episodio che accade nello stesso territorio nel quale il clima si è fatto pesante dopo intimidazioni e raffica, colpi d’arma da fuoco contro gli esercizi commerciali, bottiglie di liquido infiammabile lasciate insieme a richieste estorsive. Il tutto da Sferracavallo fino a capaci proprio a ridosso del 23 maggio, data in cui si ricorda la strage di capaci nel suo 24esimo anniversario.
Una sfida allo Stato
“La recrudescenza di episodi criminosi e di atti intimidatori che si stanno registrando nei nostri territori rappresenta una sfida aperta allo Stato e alle istituzioni democratiche. Di fronte a questo clima non possiamo e non dobbiamo arretrare di un solo passo” dice Mario Giambona, vicepresidente del gruppo parlamentare del PD all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Il susseguirsi di fatti così gravi e ravvicinati nel tempo – prosegue Giambona – dimostra come vi siano ancora soggetti che agiscono con preoccupante spregiudicatezza, nella convinzione di poter continuare a esercitare controllo e intimidazione sul territorio senza alcun timore”.
L’autovettura non ancora ricollegata agli altri fatti
Giambona poi torna su quanto accaduto ieri a Capaci. “Ieri un’autovettura è stata distrutta da un incendio avvenuto in circostanze sospette. Al momento non vi sono elementi certi per ricondurre l’episodio a un preciso contesto criminale, ma alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi è inevitabile che ogni fatto di questo tipo assuma una particolare rilevanza e desti forte preoccupazione”.
Il deputato dem poi sottolinea che “quanto sta accadendo ci dice con estrema chiarezza che il fenomeno mafioso continua a essere profondamente radicato nel nostro contesto regionale e nelle nostre comunità. È una realtà che non può essere sottovalutata e che impone una risposta ancora più forte e determinata da parte di tutte le istituzioni e della società civile”.
La manifestazione di piazza
“Oggi pomeriggio, alle 18.30, saremo presenti sul litorale di Isola delle Femmine per testimoniare concretamente la nostra vicinanza alle attività commerciali e agli operatori economici del territorio. Vogliamo ribadire con forza che quanto sta accadendo deve restare estraneo alla nostra comunità e che chiunque pensi di limitare la libertà dei cittadini e degli imprenditori dovrà confrontarsi con una comunità unita, che sta esprimendo con chiarezza una volontà di riscatto e che non intende piegarsi al racket delle estorsioni né alla criminalità organizzata”.
“Nei prossimi giorni incontreremo il prefetto e il questore di Palermo per rappresentare la nostra forte preoccupazione e per chiedere ulteriori interventi, nella piena consapevolezza del grande lavoro che le forze dell’ordine e gli apparati dello Stato stanno già svolgendo quotidianamente sul territorio”, aggiunge Giambona.
Occorre fare di più
“Occorre però fare di più, perché quanto sta accadendo è profondamente inquietante. È necessario intensificare ogni sforzo per contrastare con decisione la criminalità organizzata e ristabilire un clima di sicurezza e fiducia per cittadini, imprenditori e operatori economici. Lo Stato deve continuare a essere presente con fermezza e autorevolezza, e noi saremo al fianco di chi ogni giorno combatte per affermare legalità e giustizia”, conclude Giambona.






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