Dopo settimane caratterizzate da piogge diffuse, instabilità atmosferica e temperature spesso inferiori alle medie stagionali, il quadro meteorologico italiano si prepara a cambiare radicalmente. Le ultime proiezioni indicano, infatti, la fine del corridoio perturbato atlantico che ha dominato gran parte della primavera e l’avvio di una fase molto più stabile, soleggiata e soprattutto calda. Già dalla seconda metà della settimana l’Italia potrebbe entrare in un contesto climatico decisamente più vicino all’estate, con temperature in rapido aumento e valori che entro la fine di maggio potrebbero persino superare la soglia dei 30°C in diverse aree del Paese.
Per molti italiani si tratta del primo vero cambio di passo stagionale dopo una lunga parentesi dominata da perturbazioni frequenti e da un clima spesso fresco, soprattutto al Nord e lungo le regioni tirreniche. Le ultime resistenze dell’instabilità sono attese tra lunedì 18 e martedì 19 maggio, ma secondo gli esperti il loro impatto sarà limitato e destinato a esaurirsi rapidamente.
Secondo Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo, queste due giornate rappresenteranno “gli ultimi colpi di coda di questa fase dinamica ma soprattutto fresca”. Una definizione che fotografa bene il comportamento anomalo di questa primavera, segnata da continui sbalzi atmosferici e da precipitazioni ricorrenti su molte regioni italiane.
Ultimi temporali tra Nord e Centro-Sud
La giornata di oggi, lunedì 18, sarà ancora influenzata da residui fenomeni temporaleschi concentrati prevalentemente lungo l’arco alpino e prealpino. Alcuni rovesci potrebbero sconfinare localmente verso le pianure del Nord, ma si tratterà di episodi rapidi e circoscritti.
Martedì 19, invece, le ultime condizioni di instabilità tenderanno a spostarsi verso il Nord-Est e alcune zone del Centro-Sud. Anche in questo caso si parlerà principalmente di acquazzoni primaverili isolati, destinati a dissolversi nel giro di poche ore e a lasciare rapidamente spazio a schiarite sempre più ampie.
Gli esperti sottolineano che non si tratterà più di un maltempo organizzato e persistente, bensì di fenomeni temporanei legati agli ultimi impulsi instabili presenti sull’Italia. Una volta superata questa fase, il quadro meteorologico dovrebbe mutare in maniera molto più evidente.
Da mercoledì arriva l’anticiclone subtropicale
La vera svolta potrebbe concretizzarsi da mercoledì 20 maggio, quando un vasto promontorio anticiclonico alimentato da aria calda subtropicale inizierà a espandersi con decisione sull’Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo.
Si tratta di una configurazione atmosferica molto robusta che potrebbe creare una vera barriera contro le perturbazioni atlantiche, costringendole a scorrere verso latitudini molto più settentrionali. In pratica, l’alta pressione andrebbe a occupare stabilmente gran parte del Mediterraneo centrale, favorendo giornate dominate dal sole e un progressivo aumento delle temperature.
Gli effetti sarebbero evidenti soprattutto nella seconda parte della settimana, quando il tempo stabile potrebbe consolidarsi praticamente su tutta la Penisola.
Temperature sopra la media e possibile assaggio d’estate
Con il rafforzamento dell’alta pressione, anche le temperature sono attese in forte crescita. I valori potrebbero rapidamente riportarsi al di sopra delle medie tipiche del periodo, inaugurando il primo vero assaggio estivo del 2026.
Secondo le proiezioni attuali, questa fase stabile potrebbe accompagnare l’Italia fino alla conclusione del mese di maggio. Gli scenari più caldi indicano persino la possibilità di registrare i primi picchi tipicamente estivi, con termometri pronti a raggiungere o superare i 30°C in numerose città italiane.
Una prospettiva che segnerebbe una netta inversione rispetto alle settimane precedenti, dominate da un clima quasi autunnale in molte aree del Paese.
Naturalmente resta ancora da capire se questa configurazione sarà davvero duratura oppure se si tratterà soltanto di una parentesi temporanea prima di un nuovo ritorno dell’instabilità. Le prossime emissioni modellistiche saranno decisive per confermare la solidità dell’anticiclone e la reale durata della fase calda.






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