Palermo 18 maggio 2026 – Condizioni di lavoro sempre più difficili per le guardie particolari giurate presso i presidi ospedalieri di Palermo. In particolare, al centro dell’attenzione della Filcams Cgil Palermo, c’è l’appalto dei servizi di vigilanza armata e sicurezza presso l’azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello. Una vertenza per la quale è stata già attivata la procedura di raffreddamento prevista dalla legge e domani in Prefettura si svolgerà il tentativo di conciliazione. I problemi denunciati dal sindacato, e già formalmente rappresentato alla società affidataria dell’appalto, riguardano non solo irregolarità nei pagamenti delle retribuzioni, consegna in ritardo dei cedolini paga, criticità nell’assistenza sanitaria integrativa e dei fondi pensione e disfunzioni organizzative nelle turnazioni. Ma investono anche la sicurezza operativa del servizio.

La Filcams Cgil Palermo attende l’esito dell’incontro di domani per stabilire eventuali altre forme di mobilitazione, compreso lo sciopero. “Ci auguriamo che il tentativo di conciliazione presso la Prefettura possa determinare un’immediata assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, compresa la committenza pubblica – dichiarano il segretario generale della Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello e il segretario Filcams con delega al settore vigilanza Manlio Mandalari – Abbiamo scelto di percorrere fino in fondo la strada anche del confronto istituzionale, ma la situazione non può più essere sottovalutata. Parliamo di lavoratori che operano quotidianamente dentro pronto soccorso e strutture sanitarie pubbliche, spesso in condizioni organizzative e di sicurezza che riteniamo non adeguate alla delicatezza del servizio svolto”.

La società appaltatrice sarebbe stata già oggetto di verifiche e ispezioni da parte della polizia amministrativa competente in materia di vigilanza privata. “Le criticità segnalate – proseguono Giuseppe Aiello e Manlio Mandalari – non sarebbero soltanto contrattuali, ma anche procedurali rispetto alle disposizioni del decreto ministeriale n. 269/2010 che regolamenta il settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza”. Una situazione ritenuta ancora più grave alla luce del contesto operativo sanitario in cui le guardie particolari giurate sono chiamate a intervenire quotidianamente. Negli ultimi mesi, infatti, alcuni lavoratori in servizio presso il pronto soccorso avrebbero subito aggressioni fisiche durante l’espletamento del servizio, riportando prognosi per infortunio a seguito di episodi di violenza messi in atto da familiari di pazienti ricoverati. “Non possiamo accettare – concludono Giuseppe Aiello e Manlio Mandalari – che lavoratori chiamati a garantire la sicurezza all’interno di strutture sanitarie pubbliche siano lasciati senza adeguati strumenti operativi e senza le necessarie condizioni di tutela. La sicurezza delle guardie giurate significa anche sicurezza per operatori sanitari, utenti e cittadini”.


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