Strage di Erba, Le Iene e la prova della lavatrice: i tabulati Enel collocano Rosa e Olindo a casa alle 21.45

Al centro del servizio televisivo de Le Iene emerge quella che viene definita la “prova della lavatrice“. Secondo quanto ricostruito dagli inviati, sarebbero stati recuperati i tabulati dei consumi elettrici dell’abitazione di Rosa Angela Bazzi e Olindo Romano, che evidenzierebbero un incremento significativo a partire dalle 21.45 della sera del delitto. La sera in questione è quella dell’11 dicembre 2006: la notte in cui persero la vita Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di due anni, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. Rosa e Olindo  sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo per quell’omicidio. Il servizio, trasmesso nella puntata del 14 maggio 2026 su Italia 1, è firmato da Max Andreetta e Francesco Priano, con la collaborazione del giornalista Edoardo Montolli.

Perché la lavatrice sarebbe un alibi

Il ragionamento sviluppato nell’inchiesta televisiva poggia su una caratteristica tecnica precisa. L’elettrodomestico era una vecchia Rex di quegli anni e non era dotato dell’accensione programmata; di conseguenza, si poteva azionare solo premendo fisicamente il pulsante “start”. Se il picco registrato dai tabulati Enel alle 21.45 corrisponde all’avvio della lavatrice, qualcuno deve aver premuto quel pulsante fisicamente, dall’interno dell’appartamento, in quel preciso momento.

Le Iene si sono concentrate su questo elemento, ricevendo diverse ricerche sul campo e realizzando un esperimento con lo stesso modello di lavatrice di Bazzi, riscontrando i medesimi consumi risultati dai suoi tabulati Enel. “Un picco di corrente consistente e prolungato che poteva essere dovuto solo all’azionamento della lavatrice, un elettrodomestico di marca Rex che non permetteva la possibilità di programmazione o azionamento differenziato. Significa che fu per forza Rosa Bazzi ad accenderla in quel momento, una volta avuto accesso all’appartamento, dopo che i soccorritori svolsero le verifiche sull’agibilità dello stesso”, affermano gli autori del servizio. Secondo una nota della trasmissione Mediaset, si tratta di “un dato scientifico acclarato da diversi esperti universitari di fama internazionale e da una prova sul campo, che colloca la coppia nella propria abitazione già alle ore 21.45, un dato incompatibile con la ricostruzione delle sentenze e con la colpevolezza della coppia”.

La contraddizione con lo scontrino del McDonald’s

Qui si apre la questione più delicata. I giudici hanno collocato la coppia al McDonald’s di Como proprio intorno alle 21.45, orario riportato anche sul celebre scontrino acquisito agli atti dell’inchiesta. Se però la lavatrice fosse stata realmente avviata nello stesso momento nell’appartamento dei coniugi, la presenza dei due nel fast food diventerebbe molto più difficile da sostenere. A questo si aggiungono i dubbi già noti sulla provenienza di quello scontrino. Le Iene evidenziano presunte incongruenze tra quanto scritto sullo scontrino e quanto dichiarato da Olindo Romano durante gli interrogatori. Secondo quanto ricostruito, Olindo avrebbe parlato di un menù e di un panino, mentre nello scontrino acquisito agli atti comparirebbero prodotti differenti, tra cui dei gamberetti e un espresso. Viene poi evidenziato come lo scontrino non compaia nel verbale di sequestro della sera stessa, ma emerga solo quattro giorni dopo nel rapporto dei carabinieri. La difesa della coppia sottolinea da tempo questi elementi. Olindo Romano non ha mai riconosciuto quello scontrino come proprio.

I due nuovi testimoni e Carlo Castagna

All’elemento tecnico si affiancano dichiarazioni testimoniali. Secondo quanto riferito, alcuni testimoni avrebbero visto Olindo Romano e Rosa Bazzi nel cortile di via Diaz già intorno alle 21.30. Due di loro, secondo quanto riferito, non sarebbero mai stati ascoltati dagli investigatori. Anche Carlo Castagna, sopravvissuto che perse moglie, figlia e nipote nella strage, raccontò di aver incrociato Olindo quella sera. Si tratta di una testimonianza già agli atti, che torna rilevante nella ricostruzione proposta dalla trasmissione.

Le Iene sostengono che i tempi del tragitto renderebbero del tutto incompatibile la presenza di Rosa e Olindo a Erba prima delle 22.12.

Lo stato del procedimento di revisione

La condanna all’ergastolo di Rosa Bazzi e Olindo Romano è definitiva. Nei precedenti anni la difesa ha già presentato istanze di revisione, tutte respinte. La questione della testimonianza di Mario Frigerio, marito di Valeria Cherubini sopravvissuto alla strage, che indicò in Olindo Romano il responsabile, resta uno degli elementi centrali che le difese devono affrontare in qualsiasi nuova istanza. Frigerio identificò Romano come l’aggressore: quella testimonianza ha pesato in modo determinante in tutti i gradi del processo.

Gli elementi presentati da Le Iene potrebbero essere posti a fondamento di una nuova richiesta di revisione davanti alla Corte d’Appello competente. Non sono stati ancora comunicati atti formali in questo senso.