Ferrari ha presentato Luce, la sua prima vettura 100% elettrica. Il lancio è avvenuto ieri a Roma, alla Vela di Calatrava, davanti a 800 ospiti selezionati tra i potenziali acquirenti. Questa sera la platea raddoppia: altri 800 invitati per la seconda serata di presentazione. Gli ordini sono già aperti. Le consegne inizieranno nel quarto trimestre del 2026.
I numeri di Ferrari Luce sono quelli che ci si aspetta da Maranello: 1.050 cavalli, 530 chilometri di autonomia dichiarata, batteria da 122 kWh, omologazione per cinque persone, design firmato dallo studio LoveFrom. Il prezzo base in Italia è di 550mila euro.
Nel giro di poche ore, però, a dominare il dibattito pubblico non sono stati i dati tecnici, ma le parole di Luca Cordero di Montezemolo.
Montezemolo: “Si rischia la distruzione di un mito”
L’ex presidente della Ferrari non ha usato giri di parole. “Si rischia la distruzione di un mito. Spero che si tolga il Cavallino da quella macchina”, ha detto Montezemolo. Le sue parole sono state riprese e rilanciate sui social da Matteo Salvini, che ha aggiunto il proprio commento: “Elettrica, costosissima (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola… Sembra tutto fuorché un’auto del Cavallino. E questa sarebbe ‘innovazione’? Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe…”.
Carlo Calenda ha scelto toni ancora più duri, inserendo la Luce in un quadro di critica più ampio alla gestione Elkann: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile”.
Cosa ha detto Ferrari
Dal quartier generale di Maranello, il presidente John Elkann ha risposto con la narrazione del nuovo capitolo: “Con Ferrari Luce ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro”. E ancora: “Luce è molto di più di una nuova Ferrari, è un modo per creare emozione e mette insieme tutto quello che siamo e tutto quello che vogliamo essere”.
La scelta di Roma come palcoscenico del lancio non è casuale, ha spiegato Elkann: la città “luogo simbolo della nostra prima vittoria, diventa il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e apre nuovi orizzonti”.
Enrico Galliera, Chief Marketing and Commercial Officer, ha invece messo in chiaro la strategia commerciale: Luce “non è un’altra auto elettrica ma prima di tutto è una nuova Ferrari”, che “non sostituisce un prodotto esistente ma va ad allargare la proposta di Ferrari e può permettere anche di ampliare la base clienti”. Una distinzione che risponde implicitamente alle critiche: non si tratta di cambiare Ferrari, ma di aggiungere un nuovo livello alla sua offerta.
Il mercato risponde: metà acquirenti sono nuovi clienti
C’è un dato che Ferrari non si aspettava, e che racconta qualcosa di inaspettato sul posizionamento della Ferr<ri Luce. Prima della presentazione, la società prevedeva un rapporto di 80 a 20 tra acquirenti già collezionisti di Ferrari e nuovi clienti. Il risultato reale è stato diverso: l’interesse si è rivelato equamente distribuito tra chi Ferrari la conosce già da dentro e chi si avvicina al marchio per la prima volta. Geograficamente, la risposta è stata trasversale a tutti i mercati.
Se Luce riuscirà a fare quello per cui è stata progettata, cioè allargare la platea senza scalfire il mito, lo si vedrà quando le prime unità usciranno dagli stabilimenti di Maranello. Per ora, ha già fatto quello che qualsiasi nuovo prodotto Ferrari fa inevitabilmente: dividere.






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