I giudici della seconda sezione penale della corte d’assise di Palermo hanno condannato Luigi Spera a 4 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione. Spera è il vigile del fuoco che è finito sotto processo con l’accusa di terrorismo per avere lanciato oggetti incendiari contro la sede di Leonardo il 26 novembre del 2022. Il reato da attentato incendiario a fine terroristico è stato riqualificato a getto pericoloso di cose. Il vigile del fuoco è stato condannato anche per detenzione e porto di ordigni micidiali e da guerra, escludendo ogni aggravante relativa alla finalità eversiva. Nel processo sono finiti anche due attivisti O.M. ed G.D. Il primo è stato condannato per getto pericoloso di cose a 14 giorni di arresto e la seconda, imputata per il reato di istigazione a delinquere, assolta perché il fatto non sussiste. I tre imputati sono stati difesi dagli avvocati Giorgio Bisagna e Alessia Trenta.

La notte di novembre un gruppo di attivisti ha compiuto un’azione dimostrativa contro la sede palermitana della società aerospaziale Leonardo Spa. Durante l’azione sono stati lanciati all’interno del cortile aziendale, mentre lo stabilimento era chiuso e senza dipendenti, alcuni fumogeni e un oggetto incendiario. La protesta mirava a denunciare la vendita di armamenti alla Turchia. Il video del blitz è stato successivamente diffuso sui canali social della piattaforma Antudo.

L’azione dimostrativa contro la Leonardo

A marzo del 2024 Luigi Spera è stato arrestato con l’accusa di attentato con finalità di terrorismo, detenzione e porto di ordigni micidiali, istigazione a delinquere. I giudici della cassazione a novembre del 2024 hanno stabilito che il lancio dei fumogeni e l’azione dimostrativa non possiedono i requisiti legali per essere configurati come terrorismo, annullando con rinvio l’ordinanza del del Riesame. L’ipotesi di reato viene di fatto derubricata a danneggiamento, escludendo categoricamente qualsiasi aggravante e finalità eversiva o terroristica. Il 2 dicembre del 2024 il tribunale del riesame di Palermo ordina la scarcerazione di Luigi Spera. L’attivista lascia il carcere dopo oltre otto mesi di detenzione in alta sicurezza, assistito da misure cautelari meno afflittive come l’obbligo di dimora e l’obbligo di firma.

Il dibattimento

Dopo una complessa istruttoria durata oltre due anni, che ha visto un serrato confronto principalmente di natura tecnica sulle prove scientifiche e giuridico sulla qualificazione dei fatti, la Corte d’Assise ha emesso la sentenza sopra indicata, riconoscendo allo Stato Italiano, unico costituitosi parte civile ( Leonardo SpA ha ritenuto di non costituirsi parte civile) una somma risarcitoria di ben 2000 Euro ( duemila euro) .

I Temi del processo

Il dibattimento ha ricostruito, con l’esame di testi e periti quello che successe la notte del 26 novembre 2022.
Ad avviso dei difensori l’impianto probatorio relativo al reato di attentato incendiario, per il quale comunque erano imputati due dei tre militanti a processo, non era tale da determinare un giudizio di colpevolezza, in quanto mancava la univocità indiziaria.

La cd prova regina invocata dall’accusa, cioè un’impronta genetica rilevata in un sacchetto della spesa trovata sulla scena del crimine era stata contestata dal consulente della difesa professore Sessa, ordinario di medicina legale e genetista forense, che aveva duramente criticato sotto il profilo procedurale i protocolli di rilevamento del dna.
Del pari il consulente tecnico della difesa che ha valutato la natura dell’evento ha escluso che lo stesso fosse un incendio in senso tecnico e che la fiammata fosse derivata dall’uso di una molotov (ordigno micidiale) quanto da una bottiglia di benzina successivamente accesa da uno o due fumogeni.

In relazione poi al reato di istigazione a delinquere la difesa ha rilevato come, la mera divulgazione di un comunicato in cui si rappresentavano i fatti e la situazione geopolitica in Turchia e Kurdistan e i rapporti della Leonardo con il Governo di Ankara non potesse essere idonea a configurare il reato di istigazione a delinquere.
La Corte ha deciso in senso parzialmente difforme, e si attendono le motivazion( 90 giorni) per valutare l’appello, ma, senza entrare nel merito di valutazioni che allo stato non si conoscono, ci si duole comunque per l’eccessivo trattamento sanzionatorio inflitto a Luigi Spera, a fronte del radicale ridimensionamento del quadro accusatorio.