A Longi la riapertura del Parco Avventura dei Nebrodi non è soltanto il recupero di un’area attrezzata rimasta ferma per anni. È il tentativo di rimettere in funzione uno degli asset turistici che aveva dato visibilità al paese oltre i confini provinciali.La struttura, chiusa dal 2020 prima per gli effetti della pandemia e poi per difficoltà successive, è pronta a tornare operativa. Sarà intitolata ad Antonio Araca, il giovane che per primo aveva creduto nella possibilità di trasformare un’area immersa nella natura in un punto di riferimento per il turismo outdoor. La notizia pesa perché arriva in un territorio che prova a costruire sviluppo fuori dalle logiche stagionali e dai grandi attrattori costieri. Nei Nebrodi, un parco avventura può diventare molto più di un luogo per il tempo libero: può generare presenze, lavoro, servizi e nuove occasioni per imprese locali.
Un investimento da 100 mila euro per rimettere in sicurezza l’area
Il Parco Avventura era nato nel 2011 dall’intuizione di Antonio Araca e di un gruppo di giovani del territorio, con il sostegno dell’amministrazione comunale di allora e la collaborazione del Parco dei Nebrodi. Per diversi anni ha funzionato da richiamo per Longi, poi lo stop del 2020 ha interrotto un percorso già riconosciuto.La nuova amministrazione comunale, insediata nel 2024, ha trovato un’area in condizioni complesse. «Quando ci siamo insediati nel 2024 – ha ricordato il sindaco Calogero Lazzara – abbiamo capito subito che si era interrotto qualcosa di importante. La nostra volontà è stata quella di riaprire il Parco Avventura. Non è stato facile trovare i fondi e, quando abbiamo verificato le condizioni dell’area, ci siamo trovati davanti a una situazione molto complessa. Abbiamo dovuto sostituire attrezzature, impianti e strutture. Oggi il parco è montato e pronto: restano soltanto gli ultimi passaggi burocratici per l’assegnazione della gestione».
Il recupero ha richiesto circa 100 mila euro. Prima degli interventi è stato eseguito anche un nuovo studio agronomico sugli alberi, passaggio necessario per garantire la sicurezza dei percorsi e la tutela del patrimonio naturale.Le risorse sono arrivate da fondi regionali. «Sono fondi che a volte vengono definiti in modo negativo – ha aggiunto Lazzara – ma qui sono stati utilizzati per un intervento concreto e utile alla comunità. Ci hanno creduto diversi parlamentari regionali, tra cui gli onorevoli De Luca, Leanza e Grasso, che hanno sostenuto il progetto in maniera trasversale. Quando c’è qualcosa di positivo da fare per il territorio, non bisogna guardare al colore politico, ma al bene della comunità».
Accanto al parco nascerà anche una nuova area attrezzata con barbecue. L’obiettivo è ampliare l’offerta e costruire un polo legato a sport, natura e convivialità. «Questo non è soltanto il Parco Avventura di Longi – ha sottolineato il sindaco – ma un bene dell’intero comprensorio. I benefici riguarderanno le strutture ricettive, i ristoranti, le guide e i giovani che potranno lavorare all’interno del parco».
La memoria di Antonio Araca e la sfida dello sviluppo locale
La riapertura ha avuto anche un forte valore simbolico. Il parco sarà intitolato ad Antonio Araca, nel corso di una cerimonia che ha emozionato istituzioni e semplici cittadini, ricordato come l’uomo che seppe immaginare prima di altri un uso nuovo della montagna nebroidea. “Antonio è stato colui che ha creato questo parco, che ci ha creduto quando forse altri non riuscivano ancora a immaginarlo – ha detto Lazzara –. Per me era anche un amico. Oggi voglio dire: Antonio, benvenuto, questa è la tua casa”.Durante la cerimonia è stato rivolto un pensiero alla moglie e alla figlia Alessia. La scopertura della scritta all’ingresso, la targa e la benedizione dell’area hanno segnato il passaggio tra ricordo privato e memoria pubblica.
“Restituire il Parco Avventura ai Nebrodi, alla Sicilia e alla comunità di Longi, intitolandolo ad Antonio Araca, è il gesto più bello che si potesse fare – è stato detto durante la cerimonia –. Antonio continuerà a vivere tra questi alberi, nei sorrisi dei bambini e nelle esperienze di chi verrà qui per divertirsi, conoscere la natura e amare questo territorio”. Il presidente del Parco dei Nebrodi ha richiamato il valore comprensoriale dell’intervento: «Questo luogo non sarà fruito solo dai cittadini di Longi e dei paesi vicini, ma anche da chi arriverà da fuori provincia. In passato, nei fine settimana, il parco era pieno. Quando funziona una struttura come questa, lavora un paese e lavora un territorio».
La vera verifica arriverà dopo l’assegnazione della gestione. Il Comune guarda già a nuovi progetti: e-bike, percorsi nel bosco, volo dell’angelo e zipline, in sinergia con i comuni vicini. Il punto è capire se la riapertura resterà un episodio o diventerà il primo tassello di una strategia stabile per il turismo naturalistico dei Nebrodi.






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