Alle 14.05 di ieri, 4 giugno, il bus linea 901 della tratta Pinerolo-Bobbio Pellice si è fermato in piazza del municipio a Luserna San Giovanni, in provincia di Torino. Un ragazzino di 11 anni, allievo di prima media, è salito a bordo per tornare a casa, a Torre Pellice. Non aveva con sé l’abbonamento: lo aveva dimenticato al mattino, uscendo di corsa per non fare tardi a scuola. L’autista non lo ha fatto salire. Le porte si sono chiuse. Il bambino ha percorso i tre chilometri che lo separavano da casa a piedi, con lo zaino sulle spalle.
La notizia è riportata dall’edizione torinese de La Stampa.
Le insistenze del ragazzo e la risposta dell’autista
Il ragazzino non ha provato a sgattaiolare tra i sedili senza dire nulla. Ha spiegato la situazione all’autista: “Mi scusi, ma questa mattina mi sono scordato di prendere l’abbonamento, sono uscito di corsa”, ha detto. La risposta è stata secca: “Senza biglietto non puoi salire”. Il bambino ha tentato un secondo approccio, facendo leva sul riconoscimento reciproco: “Ma non mi riconosce? Mi ha già visto altre volte”. Non è servito.
Il bus 901 è ripartito. Lo studente è rimasto in piazza.
Tre chilometri a piedi, senza credito sul telefono
Il ragazzino ha raccontato: “Gioco come esterno, non mi sono perso d’animo e mi sono incamminato verso casa”. Ha imboccato il lungo viale alberato che collega Luserna San Giovanni a Torre Pellice, camminando all’ombra degli alberi per evitare il sole nel tratto più esposto.
E ancora: “Ho provato ad avvertire mia madre che era al lavoro, ma mi sono accorto che non avevo più credito sul telefono: potevo solo ricevere chiamate, non farle”. Poco dopo, la madre lo ha richiamato. Non potendo lasciare il posto di lavoro, ha avvisato il nonno del ragazzo.
Il nonno ha spiegato come stava la situazione: era sceso a Pinerolo per prendere l’altro nipote, che quella mattina frequentava il liceo, ed è stato proprio il fratello maggiore a riferirgli l’accaduto. “Al mattino, mentre stavano per salire sul bus che da Torre Pellice li porta verso valle, il fratello minore si era accorto di aver dimenticato l’abbonamento, ma l’autista del primo turno era stato comprensivo e lo aveva fatto salire”, ha raccontato il nonno. Lo stesso bambino, dunque, era già salito senza abbonamento nel tragitto di andata, grazie alla discrezionalità dell’autista di turno quella mattina. Al ritorno, un collega diverso ha applicato il regolamento senza margini.
Il precedente nel Bellunese: stesso copione, condizioni più dure
Il caso di Luserna San Giovanni non è il primo del genere registrato nel 2026. Il 27 gennaio scorso, a San Vito di Cadore, nel Bellunese, un bambino di 11 anni era stato fatto scendere dal bus in una giornata di neve battente, a meno tre gradi, perché sprovvisto del biglietto da dieci euro. Aveva poi camminato per sei chilometri, arrivando a casa con le gambe che non reggevano più: “Non sentivo le gambe, facevo fatica a camminare”, aveva raccontato alla madre. L’autista, dopo pochi giorni, si era scusato con il ragazzino. L’azienda di trasporto aveva aperto un’indagine interna e il conducente aveva poi ricevuto un incarico diverso, lasciando la guida dei bus. Il bambino era stato invitato come alzabandiera alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
La posizione di Arriva
La società di trasporti Arriva, che gestisce la linea 901, ha risposto alla vicenda con una dichiarazione sintetica: “Stiamo effettuando le verifiche interne per accertare cosa sia accaduto”. Non è stato reso noto se il conducente sia stato identificato né quali provvedimenti siano stati valutati.






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