All’indomani delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il dibattito pubblico italiano si ri-scopre lontano dai valori costituzionali di unità e dignità, rimanendo ostaggio di strategie denigratorie, slogan aggressivi e algoritmi che premiano la rabbia a discapito delle analisi serie. A lanciare l’allarme è ANAFePC – Lavoro e Sociale, Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, da sempre impegnata nella tutela dei cittadini e nella promozione della cultura del lavoro e del sociale, che sottolinea come la logica dei social network stia letteralmente annientando la politica più nobile e lo studio dei dati necessari a risolvere i problemi reali del Paese.
L’Associazione, senza fini elettorali e per esclusivo impegno civico, evidenzia come questa deriva colpisca l’intero territorio nazionale, trasformandosi però in un vero e proprio “populismo predatorio” quando si abbatte sul Mezzogiorno. A ogni tornata elettorale, infatti, forze demagogiche e sigle sovraniste, comprese quelle di recente formazione a più ampio raggio, sfruttano la disoccupazione e il legittimo senso di abbandono dei cittadini. La trappola, che logora la fiducia nelle istituzioni da Nord a Sud, vede l’offerta di risposte facili e bonus temporanei per incassare percentuali bulgare, per poi lasciare i territori senza riforme strutturali né investimenti occupazionali a lungo termine.
“Proprio nei giorni in cui l’Italia intera celebra la nascita della Repubblica, la politica deve tornare a essere servizio e visione di insieme, non una fabbrica di illusioni,” dichiarano i portavoce di ANAFePC – Lavoro e Sociale. “Ispirandoci ai principi dei Padri Costituenti, che ricostruirono l’Italia rifiutando i populismi e mettendo al centro il lavoro, chiediamo un’inversione di rotta immediata per il Paese. Difendere lo spazio digitale non significa limitare la libertà, ma imporre il rispetto della dignità umana contro le gogne mediatiche e la disinformazione pianificata.”
Per queste ragioni, ANAFePC – Lavoro e Sociale lancia un appello urgente alle Autorità competenti: è necessario che l’AGCOM, il Garante della Privacy e le istituzioni preposte vigilino con rigore sull’applicazione del Digital Services Act europeo e sul contrasto ai messaggi d’odio online. I cittadini, a livello nazionale così come nel Mezzogiorno, devono pretendere rispetto e concretezza, diventando i veri architetti della propria rinascita fuori dalle illusioni della demagogia.
Luogo: SICILIA
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