Prosegue il progetto artistico della Fondazione Made in Sicily: l’argilla diventerà maiolica e l’installazione adornerà il pavimento del futuro ‘Museo Vivo delle Radici’ a Ballarò.
Impronte di mani di donna impresse nell’argilla per diventare preziose mattonelle di maiolica (20×20) in una installazione artistica permanente a cura del Maestro Domenico Boscia. Una testimonianza ineludibile della fattualità straordinaria delle donne siciliane, frammenti di memoria individuale trasformati in patrimonio collettivo.
Il progetto Terra di Madre avviato nel 2024 dalla Fondazione Made in Sicily a Palermo, il 17 giugno nella sede della V Circoscrizione si è arricchito di altri 20 contributi femminili, per un totale di 64 impronte. L’obiettivo è arrivare a 100. L’iniziativa nasce in onore delle donne, solide e accoglienti, che contribuiscono giorno dopo giorno, lontano dai riflettori, ma da protagoniste, alla cura delle famiglie, delle comunità e della società attraverso un lavoro tenace e una dedizione appassionata. Si è partiti pensando di individuare alcune figure che rappresentassero il mondo produttivo, le istituzioni, il terziario, la cultura e il sociale. Nel giro di poco tempo sono arrivate alla Fondazione decine di segnalazioni di donne che non potevano mancare in questa straordinaria antologia (i nomi sono sul sito www.ilmadeinsicily.it).
Ciascuna con una storia unica e irripetibile. Mondi solo apparentemente distanti tra loro come potrebbe sembrare quello dell’archeologa Caterina Greco, ex Direttrice del Salinas di Palermo, e della giovane produttrice di ricotta e formaggi pluripremiati Giusi Coscino, a Chiusa Sclafani; di Cristina Galvano, arrivata dall’Ucraina e integrata dalla cooperativa Cotti in Fragranza, che si intreccia con quella di Sheuly Akter, che insegna bengalese ai bambini palermitani della Zisa, permettendo loro di giocare con i figli dei bengalesi trasferiti a Palermo. E ancora, le sfide di Giogia Lonardo, che, dalla sua stanzetta, ha calcato i palchi di tutta Italia, utilizzando le sue mani per far ascoltare musica ai non udenti, emozionata, nel raccontare la sua vita, tanto quanto Alessandra di Bartolo, valida imprenditrice.
Nell’edizione del 2026 un segnale speciale è stato dato a chi opera nella periferica di Palermo e il progetto Terra di Madre è stato sviluppato in collaborazione con la V Circoscrizione del Comune di Palermo, sostenuto dall’Assessorato Attività Produttive nell’ambito del programma Sicilia che piace.
“Abbiamo aderito all’iniziativa Terra di Madre – spiega Andrea Aiello, Presidente della V Circoscrizione – perché siamo convinti nello spirito del progetto, che occorre riportare al centro dell’agenda pubblica le persone, gli individui che con il loro impegno se pure invisibile, fanno si che la città possa funzionare. Un’attenzione che nei quartieri periferici ha anche un importante significato politico”.
L’opera Terra di Madre è destinata al Museo Vivo delle Radici, che dovrebbe nascere nell’ex reclusorio femminile di proprietà dell’Istituto Opera Pia Santa Lucia a Ballarò, sulla carta un hub culturale di collaborazione artistica internazionale condivisa con le associazioni del territorio.
Concludono Giovanni Callea e Davide Morici, presidente e vice presidente della Fondazione Made in Sicily: “Noi intendiamo rappresentare e raccontare le grandi capacità del popolo siciliano, sia in Sicilia sia nel mondo, in particolare attraverso il tema delle radici. Questa mission ci ha portato a manifestare l’interesse a sviluppare il Museo Vivo delle Radici e nei prossimi giorni l’Istituto Opera Pia Santa Lucia comunicherà le sue decisioni.
Noi crediamo che l’arte sia un grande collante nelle comunità e che sia il terreno fertile su cui far germogliare il quartiere in tutte le sue potenzialità. Se come auspichiamo la via proposta sarà accolta positivamente, l’ultima sessione dell’opera Terra di Madre verrà realizzata proprio al reclusorio femminile con il coinvolgimento di donne dei quartieri dell’Albergheria e di Ballarò. Una scelta che intende riconoscere il ruolo svolto da queste comunità nella costruzione quotidiana della vita sociale del centro storico di Palermo e come segno simbolico di un atto di rinascita di questi luoghi che può e deve partire dalle donne”.
Il maestro ceramista Domenico Boscia è autore di importanti opere pubbliche promosse dalla Fondazione Made in Sicily sui temi dell’identità, della memoria e delle radici. Tra queste figurano Le Radici del Mare, monumento collocato sul lungomare di Isola delle Femmine e pensato per le città gemellate con il Comune siciliano; Grani di Pace, realizzata durante Expo Osaka 2025 con il contributo di partecipanti provenienti da numerosi Paesi del mondo, e Il Sole e la Luna, opera creata a Tokyo in occasione del Tour Mondiale del Vespucci insieme al maestro giapponese Hiroyuki Nakajima.
Fondazione Made in Sicily ETS realizza la missione di trasformare la memoria e la tradizione siciliane/italiane in strumenti di dialogo internazionale unendo arte, design, artigianato e innovazione attraverso mostre, installazioni e progetti condivisi, su scala internazionale. Ha all’attivo iniziative a Los Angeles, Tokyo, Singapore, in occasione del Tour Mondiale del Vespucci nel 2025, e a Osaka in occasione di Expo 2025; inoltre attività a Chicago, Rotterdam, Amburgo, Berlino. La Fondazione mette al centro il concetto di radici: un legame profondo che non conosce frontiere, indispensabile per nutrire il futuro di una solida autentica umanità. L“Itinerario delle Radici’ oggi comprende:
“L’Albero delle Radici” (Boscia / Barolotta) all’ Aeroporto Internazionale di Palermo
Murale “Le Radici del Futuro” alla Piana degli Albanesi
“Le Radici del Mare” in pietra lavica e ceramica sul Lungomare di Isola delle Femmine
Murale dedicato a Totò Schillaci a Palermo.
Con il progetto ‘I Go Italian’ la Fondazione sta costruendo una rete internazionale della gastronomia italiana riconosciuta da UNESCO patrimonio dell’umanità. Da luglio 2025, ricevendo da Felice Liotti in donazione il patrimonio documentario, audio e fotografico relativo alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, ha costituito il “Fondo Liotti” per preservare la memoria della voce più emblematica della Sicilia dedicandole una serie di celebrazioni dal titolo CENT’ANNI insieme alla Fondazione Rosa Balistreri, per il centenario della sua nascita che ricorre nel 2027.

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