Continua lo scontro polemica dopo il Palermo Pride che sabato ha colorato le strade della città innescando l’ennesima polemica con pezzi delle Istituzioni ma soprattutto con un partito, Fratelli d’Italia, e con una persona, carolina varchi il segretario della camera dei Deputati ed ex vice sindaco di Palermo, madre della legge contro la maternità surrogata.
Il post attacco della discordia
Dopo la polemica a distanza fra Varchi e gli organizzatori, ad agitare di nuovo la polemica è un post del Palermo Pride rivolto direttamente alla Varchi
La risposta dell’ex vice sindaco di Palermo arriva a stretto giro e con lo stesso mezzo: ” Anche io avrei qualcosa da ridire: orgogliosa che la maternità surrogata sia diventata reato universale con una legge che porta la mia firma. Le istanze che intendono privare i bambini della possibilità di avere un padre e una madre non troveranno accoglimento, così come l’ideologia gender nelle scuole. E vi svelo un segreto: molte persone la pensano come me”
L’intervento del senatore Raoul Russo coordinatore provincia di FdI
“Tutti, nessuno escluso, hanno il diritto di manifestare liberamente e di rivendicare le proprie istanze. Tuttavia, il Pride di Palermo si è ormai trasformato in una manifestazione prevalentemente politica, ben lontana da una semplice rivendicazione di diritti. Non credo che immagini di persone in perizoma e parrucca rappresentino il modo migliore per rivendicare qualcosa. Spiace constatare come i comitati promotori del Pride Palermo, apertamente schierati a sinistra, continuino a non accettare leggi dello Stato democraticamente approvate. Devono però farsene una ragione: le leggi vanno rispettate anche quando non le si condivide” dice Raoul Russo, senatore di Fratelli d’Italia e coordinatore provinciale del partito.
“È necessario distinguere tra una manifestazione che rivendica i propri diritti e una che pretende il patrocinio pubblico per poi trasformarsi in una piattaforma di attacco alle istituzioni e agli esponenti politici che rappresentano una parte significativa del Paese”.
No al patrocinio comunale, Lagalla ha sbagliato
“Continuo a ritenere che il sindaco Lagalla non avrebbe dovuto concedere il patrocinio. In ogni caso, è bene che i promotori se ne facciano una ragione: la legge che ha introdotto il reato universale di maternità surrogata non sarà cancellata dal nostro ordinamento”.
“Ritengo inoltre che Fratelli d’Italia, per le prossime elezioni amministrative, debba rivendicare che nella piattaforma programmatica del centrodestra venga inserito l’impegno a negare il patrocinio pubblico a manifestazioni che, anziché limitarsi alla tutela dei diritti, si trasformano in iniziative di carattere politico e ideologico”, conclude Raoul Russo.






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