La Sicilia corre più del resto d’Italia e i numeri certificano una svolta storica: l’isola si trasforma in un hub economico e in un autentico campione di crescita nel Mediterraneo. A tracciare la rotta, dati alla mano, è stato il presidente della Regione, Renato Schifani, durante il suo intervento alla centesima Assemblea pubblica di Confindustria Catania. Un palcoscenico cruciale per archiviare definitivamente l’immagine di una terra “da assistere” e mostrare i risultati concreti di un profondo risanamento finanziario e industriale.

Il balzo del Pil e il record dell’occupazione

Schifani va dritto al punto e allontana subito lo spettro dei proclami politici. A parlare sono le analisi indipendenti e i mercati: tra il 2021 e il 2025 il Pil della Sicilia è cresciuto del 20,2 per cento, battendo sia la media del Mezzogiorno che quella dell’intero Paese. Una spinta che si riflette direttamente sul lavoro, con l’occupazione salita del 13,5 per cento e ben 175 mila nuovi posti generati. Intanto, la cassa integrazione crolla di un quarto, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale. La svolta arriva da un profondo lavoro di risanamento finanziario. Il bilancio regionale ha cancellato un buco storico di circa 7 miliardi di euro, trasformandolo in un avanzo che supera i 5 miliardi, con una cassa che viaggia oltre gli 11 miliardi di euro. Una solidità che ha convinto le agenzie di rating internazionali a promuovere il merito creditizio della Regione con un doppio upgrade.

Il motore etneo: semiconduttori, energia e logistica

In questa nuova mappa dello sviluppo, Catania gioca il ruolo di locomotiva. Il territorio ospita una delle scommesse industriali più grandi d’Europa: il maxi-investimento da 5 miliardi di euro di STMicroelectronics nei semiconduttori, sostenuto da capitali privati, fondi statali e 300 milioni di risorse della Regione. Un progetto che punta a fare della città etnea la capitale mediterranea della microelettronica. Ma non c’è solo la tecnologia. La transizione energetica passa dalla Gigafactory di Enel Green Power, un piano da un miliardo di euro pronto a creare mille posti di lavoro. A questo ecosistema si uniscono colossi come Technoprobe, Amazon con il suo polo logistico, Ryanair che investe 100 milioni sulla base di Catania, oltre ai piani di sviluppo di Sibeg, Edison e del Gruppo Arena. La risposta delle imprese ai bandi regionali conferma questo trend, muovendo decine di milioni di euro tra i programmi STEP e Ripresa Sicilia.

Cantieri storici e investimenti miliardari

La Sicilia scopre anche una forte vocazione green, posizionandosi come seconda regione italiana per energia da eolico e fotovoltaico, e potendo contare su una spinta generazionale importante grazie a una forte quota di popolazione under 35.I progetti sul tavolo sono enormi: le analisi certificano oltre 125 miliardi di investimenti programmati o in corso nell’isola. Sul fronte dei trasporti e dei collegamenti sono già in campo 11 miliardi di euro per la nuova ferrovia Palermo-Catania-Messina e altri 12 miliardi per le strade. Opere a cui si unisce la sfida del Ponte sullo Stretto, visto dal governo regionale come il tassello decisivo per agganciare l’isola ai grandi corridoi commerciali europei.

Meno burocrazia, termovalorizzatori e il rilancio delle Terme

Il governatore rivendica poi una decisa sforbiciata ai tempi della burocrazia. La riforma della Commissione tecnico specialistica per le autorizzazioni ambientali ha sbloccato quasi novecento pareri positivi, liberando investimenti per oltre 7 miliardi di euro. Sul fronte degli incentivi, la Regione mette sul piatto 210 milioni di euro per rafforzare i vantaggi fiscali della ZES Unica. Infine, lo sguardo va ai nodi strutturali del territorio e alle sfide future. Schifani conferma l’investimento pubblico da mezzo miliardo di euro per il termovalorizzatore nell’area industriale di Catania, un impianto moderno pensato per azzerare la dipendenza dalle discariche con emissioni inferiori a quelle di Bolzano o Copenaghen. Spazio anche al turismo e alla memoria storica, con il finanziamento da 40 milioni di euro per riaprire e rilanciare le Terme di Acireale, dimenticate da oltre dieci anni. Un compleanno importante per Confindustria Catania, che incassa il grazie della Regione per un secolo di attività al servizio dell’economia e della crescita civile dell’isola.