Forse è arrivato il momento di cambiare il modo in cui raccontiamo il meteo. Parlare ancora di semplici “ondate di calore” rischia infatti di non descrivere più ciò che sta accadendo realmente sopra l’Europa e soprattutto sull’Italia. Le temperature continuano a salire senza tregua e l’impressione, ormai sempre più concreta, è che il caldo estremo non rappresenti più un fenomeno temporaneo ma una nuova condizione climatica permanente.

A lanciare l’allarme è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de IlMeteo.it, che descrive la situazione con un termine nuovo e decisamente più efficace: non più ondate di calore ma vere e proprie “mareggiate di caldo”, lunghe, persistenti e praticamente impossibili da fermare.

Il Mediterraneo è diventato il nuovo Nord Africa

Secondo Tedici, il pianeta surriscaldato dalle attività umane sta modificando in maniera radicale gli equilibri atmosferici. Condizioni climatiche che fino a pochi anni fa appartenevano quasi esclusivamente al Nord Africa si stanno trasferendo stabilmente nell’intera area mediterranea.

Spagna, Grecia e soprattutto Italia stanno vivendo un processo accelerato di tropicalizzazione. Le temperature risultano ormai costantemente superiori di 3 o 4 gradi rispetto alle medie storiche, trasformando quelle che un tempo erano eccezioni in una nuova normalità.

Le conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti. In Europa aumentano le allerte sanitarie, scattano i piani di emergenza per anziani e fragili e numerose città stanno affrontando situazioni di forte stress energetico dovuto al massiccio utilizzo di condizionatori e sistemi di raffreddamento.

L’Europa si scalda più velocemente del resto del pianeta

Il fenomeno non riguarda più soltanto l’area mediterranea. L’aria rovente di origine sahariana ha ormai raggiunto anche Francia settentrionale e Inghilterra, portando temperature che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili nel cuore dell’Europa continentale.

Il quadro richiama una previsione formulata nel 2014 da alcuni climatologi francesi, secondo cui il territorio francese avrebbe raggiunto temperature diffuse tra 43 e 45 gradi entro il 2050 a causa del riscaldamento globale.

Quel futuro sta arrivando con 24 anni di anticipo.

Questo conferma un dato ormai scientificamente consolidato: l’Europa è uno degli hotspot climatici più vulnerabili al cambiamento climatico e si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale.

Italia, il peggio deve ancora arrivare

Per il nostro Paese il momento più critico non è ancora arrivato.

L’anticiclone africano Caronte continuerà infatti a rafforzarsi nelle prossime ore e raggiungerà la massima intensità tra domenica e lunedì, quando i termometri supereranno diffusamente i 40 gradi.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda la distribuzione geografica del caldo estremo.

Non si tratta delle tradizionali zone interne di Sicilia e Sardegna, storicamente più esposte alle alte temperature, ma di città del Centro-Nord.

Firenze e Parma potrebbero infatti superare la soglia critica dei 40°C, mentre grandi aree urbane come Milano continueranno a vivere giornate sempre più simili ai climi tropicali.

Le notti tropicali diventano la regola

Uno degli aspetti più pesanti di questa fase meteorologica riguarda le temperature notturne.

Nel secolo scorso Milano viveva giornate estive intorno ai 32 gradi con notti che scendevano facilmente fino a 17°C.

Oggi si parla sempre più frequentemente di notti tropicali, super tropicali o addirittura equatoriali, con temperature che restano elevate anche durante il sonno, impedendo al corpo di recuperare.

Paradossalmente una previsione di 34 gradi viene ormai percepita come una “rinfrescata”.

Luglio potrebbe portare sollievo, ma attenzione ai fenomeni estremi

La logica meteorologica suggerisce che dopo il picco arrivi inevitabilmente una fase di attenuazione.

La speranza è che i primi giorni di luglio possano segnare una temporanea inversione di tendenza.

Ma proprio l’enorme accumulo di energia termica e umidità nell’atmosfera potrebbe generare fenomeni violenti.

Il rischio concreto è assistere a temporali improvvisi, grandinate estreme, raffiche di vento intense e nubifragi di forte intensità.

Il quadro più preoccupante resta però un altro.

Se questa non è più una semplice ondata di calore ma una “mareggiata climatica”, il ritiro di Caronte potrebbe essere soltanto temporaneo.

Il caldo potrebbe continuare a dominare fino a settembre, alternando picchi di 39 gradi a brevi pause attorno ai 34 gradi.

Le previsioni giorno per giorno

Giovedì 25 giugno
Nord: sole prevalente, temporali isolati sulle Alpi
Centro: caldo intenso, locali temporali sui rilievi
Sud: sole diffuso, temporali di calore anche forti su zone montuose di Sicilia e Sardegna

Venerdì 26 giugno
Nord: sole e caldo, instabilità limitata sulle Alpi
Centro: tempo stabile, possibili temporali sui rilievi
Sud: qualche temporale nelle aree interne

Sabato 27 giugno
Nord: sole, caldo intenso e temporali isolati sulle Alpi di confine
Centro: temperature elevate, fenomeni rari
Sud: temporali locali nelle aree montuose

Tendenza: tra domenica e lunedì l’anticiclone subtropicale si rafforza ulteriormente con temperature fino a 40°C e oltre.