La Sicilia e la Tunisia si alleano per fermare l’avanzata della desertificazione e proteggere i diritti fondamentali delle comunità del Mediterraneo. Domani, venerdì 26 giugno, a partire dalle ore 9:00, la sede dell’IEMEST (Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia) a Palermo ospiterà la conferenza di lancio del progetto ISIPHUR.
Il programma Italia Tunisia
L’iniziativa transfrontaliera è finanziata dal programma europeo Interreg VI-A NEXT Italia-Tunisia. I cittadini e gli esperti potranno seguire i lavori sia in presenza, in Via Michele Miraglia 20, sia a distanza tramite i canali di diretta streaming su Zoom messi a disposizione dall’organizzazione. Un’alleanza scientifica e istituzionale.
L’evento metterà a confronto scienziati e istituzioni delle due sponde del canale per rispondere alle emergenze del degrado del suolo e della scarsità idrica. I lavori saranno aperti da Bartolomeo Sammartino, presidente dell’IEMEST. Seguiranno i saluti e gli interventi delle massime autorità del territorio, tra cui: Daniela Segreto (Regione Siciliana – Autorità di Gestione Interreg NEXT) Samira Rafrafi (Ministero dell’Economia della Tunisia), Edy Tamajo (Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana), Roberto Lagalla (Sindaco di Palermo), Mohamed Ali Mahjoub (Console della Repubblica Tunisina in Italia), Massimo Midiri (Rettore dell’Università di Palermo).
Tecnologia Big Data e satelliti per salvare il territorio
Il cuore operativo di ISIPHUR, guidato dal responsabile scientifico e capofila Prof. Geol. Gaetano La Bella, sarà lo sviluppo di strumenti tecnologici d’avanguardia. Il risultato principale sarà un innovativo Decision Support System (DSS) basato sull’architettura di una piattaforma Big Data denominata iDMP. Questo sistema integrato combinerà: Dati di telerilevamento satellitare, Indicatori climatici e ambientali, Analisi socio-economiche territoriali, Modelli predittivi di rischio.
Il “cervellone” hi-tech permetterà di individuare in anticipo i segnali di degrado, supportando i governi nella pianificazione di interventi mirati. La rete unisce partner d’eccellenza: oltre all’IEMEST, figurano l’italiana SWING.IT, il SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) e gli istituti tunisini INAT e INRGREF.
Sostenibilità e diritti umani
ISIPHUR propone un cambio di paradigma: la desertificazione non è solo un problema ambientale, ma una minaccia alla dignità umana, al lavoro e al diritto all’acqua. Per questo motivo, tutte le azioni seguiranno i principi del modello “One Health” e i rigidi standard europei ESG e DNSH (Do No Significant Harm), garantendo che gli investimenti non arrechino alcun danno all’ecosistema.






Commenta con Facebook