Stop alla Formazione professionale in Sicilia e scoppia la polemica. L’Assessore regionale Mimmo Turano ha revocato l’Avviso 33 che il suo stesso assessorato aveva emanato. Si tratta dello strumento attraverso il quale vengono selezionati e finanziati i corsi di formazione professionale anno per anno. Una revoca rispetto alla quale sindacati ed associazioni datoriali sono saliti sull’Aventino attaccando la scelta e lanciando l’allarme sul rischio che un simile stop impedisca l’avvio del prossimo anno scolatico della formazione 2026/2027 per

Schifani convoca d’urgenza il suo assessore

Una polemica che monta già da 24 ore e al culmine della quale il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annuncia di aver convocato con urgenza per lunedì l’assessore alla Formazione, Mimmo Turano, affinché riferisca sulle motivazioni che hanno portato alla revoca dell’Avviso 33 e sulle possibili ripercussioni sull’avvio dell’anno formativo 2026-2027.

Il presidente intende acquisire tutti gli elementi necessari per valutare la vicenda e garantire la tutela degli studenti, delle famiglie e degli operatori del settore.

La vicenda

Secondo gli enti datoriali Federterziario Scuola e Iform, tale provvedimento mette a rischio la conclusione di tutti i corsi e favorisce la dispersione scolastica. “La revoca dell’Avviso 33 per l’anno scolastico 2026/2027 – affermano le sigle – è un atto di pura follia istituzionale di cui il presidente Schifani e l’assessore Turano devono assumersi la totale e piena responsabilità. Non ci interessano i motivi retrostanti a questo improvviso ritiro: il dato oggettivo è che la politica miope di questa Regione sta tenendo in ostaggio un intero settore” scrivono le associazioni della formazione in una durissima nota.

Non c’è il tempo per un nuovo avviso senz acompromettere tutto

Secondo le associazioni datoriali “la decisione causerà lo slittamento dell’avvio delle attività formative fino a novembre inoltrato, e una decisione nata teoricamente per contrastare l’abbandono si trasformerà nel motore che alimenta la dispersione dei ragazzi più fragili. Il decreto, spiegano Federterziario presieduta da Toni Marfia e Iform Confimpresaitalia guidata da Giuseppe Sassano, “individua espressamente tra i propri presupposti una nota trasmessa da una sola organizzazione datoriale, senza una preventiva ricognizione ufficiale dei fabbisogni territoriali e senza il coinvolgimento delle altre rappresentanze del settore. Basti pensare che Iform, Confimprese Italia, Anfop, Asef, Cenfop, Federterziario Scuola, Forma.Re e Forma Sicilia hanno successivamente sottoscritto una nota unitaria contestando apertamente i presupposti istruttori del decreto”.

Ritardi nell’avvio della quarta annualità

Gli enti denunciano inoltre i ritardi nell’avvio delle quarte annualità “interrompendo proprio quella continuità educativa indispensabile per ottenere il diploma professionale. Un intero comparto formativo e sociale viene sacrificato sull’altare di decisioni politiche improvvisate e prive di logica territoriale”.

Dura anche la reazione sindacale

” Una decisione incomprensibile, che sconfessa il lavoro della stessa Amministrazione, paralizza il settore e piega l’interesse pubblico alle pressioni di una singola associazione datoriale” sostengono i segretari generali Adriano Rizza (FLC CGIL Sicilia), Pietro Galati (CISL Scuola Sicilia) e Claudio Parasporo (UIL Scuola RUA Sicilia).

Le organizzazioni sindacali evidenziano con forza le macroscopiche incongruenze di un provvedimento che cancella con un colpo di spugna mesi di rigoroso lavoro istruttorio svolto dagli uffici dell’Amministrazione. La revoca è infatti la diretta e grave conseguenza del Decreto Assessoriale dello scorso 22 giugno, con il quale – tramite un atto di puro indirizzo politico – è stato disposto l’aumento dei corsi da 260 a 290, recependo pedissequamente le osservazioni avanzate da una sigla datoriale.

“Siamo davanti a un precedente inaccettabile”, dichiarano congiuntamente Rizza, Galati e Parasporo. “L’Assessorato ha scelto deliberatamente di ignorare il confronto con chi rappresenta i lavoratori, decidendo di non avviare alcun dialogo e azzerando le corrette relazioni sindacali. Si è preferito procedere per imposizione, cedendo a stanze particolari a discapito della collettività”.

Ricadute drammatiche sui soggetti vulnerabili

“Le ricadute di questo stop forzato sono drammatiche e colpiranno i soggetti più vulnerabili della filiera in primis gli studenti e le famiglie. Si profila il rischio quasi certo di pesanti ritardi nell’avvio dei percorsi formativi, negando il diritto all’istruzione e tarpando le prospettive di crescita dei giovani siciliani. Esprimiamo forte preoccupazione anche per i lavoratori del settore, ancora una volta gli operatori della formazione vedono nuovamente compromessa la propria stabilità occupazionale e la continuità stipendiale, precipitando nell’incertezza economica a causa di scelte politiche schizofreniche” continuano i sindacalisti.

“FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola RUA Sicilia non assisteranno inerti allo smantellamento programmato del sistema della formazione professionale. La revoca avrà un impatto devastante sul settore, rimarrà sempre l’ombra di un condizionamento esterno nella scelta adottata. L’Assessore Turano si assuma la responsabilità politica degli effetti sul settore . I Segretari generali annunciano fin d’ora che metteranno in campo ogni iniziativa di mobilitazione e di tutela legale necessaria per difendere la dignità dei lavoratori, il futuro degli studenti e la trasparenza di un settore che non può essere ostaggio di miopi interessi di parte.

Ora la convocazione dell’assessore da parte del Presidente Schifani per chiarire cosa accade