Secondo quanto analizzato da 3BMeteo, sulla base dell’analisi del meteorologo Manuel Mazzoleni, l’Europa sta attraversando una fase meteorologica destinata a entrare negli archivi climatici del continente. La poderosa espansione di una massa d’aria subtropicale eccezionalmente calda sta provocando temperature estreme in numerosi Paesi europei, con diversi record storici che stanno cadendo uno dopo l’altro sia nelle temperature massime diurne sia nei valori minimi registrati durante la notte.
Anche l’Italia entra ora nella fase più delicata di questa lunga ondata di calore. Tra oggi e domani gran parte della Penisola raggiungerà il picco massimo della canicola, ma i modelli iniziano a confermare un progressivo cambio di scenario destinato a concretizzarsi nel corso della settimana con l’arrivo di correnti più fresche dal Nord Atlantico.
Il problema, però, è che il passaggio non sarà affatto indolore. Il contrasto tra l’aria rovente accumulata in questi giorni e l’ingresso di masse più fresche potrebbe innescare temporali intensi, grandinate e forti raffiche di vento.
Europa nella morsa del caldo: crollano record storici in diversi Paesi
L’ondata di caldo di fine giugno sta assumendo dimensioni eccezionali su larga parte del continente europeo.
Il dato più impressionante arriva dalla Germania. Nella località di Drewitz il termometro ha raggiunto i 41,5 gradi, stabilendo il nuovo record assoluto nazionale e superando il precedente primato che era stato registrato appena ventiquattro ore prima a Saarbrücken.
Anche il Nord Europa, storicamente meno esposto a temperature di questo tipo, sta registrando dati senza precedenti. In Danimarca si è verificata la giornata più calda da quando esistono misurazioni ufficiali, iniziate nel 1874. Nella località di Ødum la temperatura ha toccato i 37 gradi.
La Francia continua a vivere giornate estremamente critiche. Per la prima volta il dipartimento del Basso Reno ha superato il muro dei 40 gradi, mentre a Pisson sono stati registrati picchi fino a 43,8 gradi.
Anche la Svizzera aggiorna i propri archivi climatici. A Basilea è stato raggiunto il nuovo record mensile con 39 gradi.
Le anomalie termiche stanno interessando persino le temperature notturne. A Bratislava, capitale della Slovacchia, la minima non è scesa sotto i 26,3 gradi, trasformandosi nella notte più calda mai registrata nella storia della città.
Italia verso il picco massimo: Sicilia tra le regioni più esposte
Nelle prossime ore anche l’Italia raggiungerà il punto più critico dell’intera ondata di calore. Le aree più colpite saranno le pianure del Nord, dove i valori massimi oscilleranno tra 39 e 41 gradi. Temperature estremamente elevate sono previste anche nelle zone interne tirreniche, in Sardegna e sul Tavoliere pugliese.
La Sicilia resta tra le regioni monitorate con maggiore attenzione. Localmente i valori potranno infatti raggiungere i 37-39 gradi, soprattutto nelle aree interne maggiormente esposte alle correnti africane.
La situazione appare particolarmente delicata anche in alta quota. Sul massiccio della Marmolada, oltre i 3.000 metri di altitudine, la temperatura rimane costantemente sopra lo zero da dodici giorni consecutivi. Un dato che conferma l’eccezionalità della fase climatica in corso.
Correnti fresche in arrivo dal Nord Atlantico: cambia il quadro meteorologico
La fase di caldo estremo sta però iniziando lentamente a perdere intensità. Nel corso della settimana l’alta pressione africana comincerà progressivamente a indebolirsi. Questo permetterà alle correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico di scendere verso l’Italia attraversando inizialmente l’arco alpino e successivamente gran parte della Penisola.
Il problema sarà rappresentato dal violento contrasto termico. La collisione tra aria molto calda e nuove masse più fresche favorirà la nascita di fenomeni temporaleschi potenzialmente intensi. Si prevedono rovesci accompagnati localmente da grandinate di forte intensità e improvvisi colpi di vento.
La sequenza del peggioramento: prima il Nord, poi Centro, Sud e Sicilia
I primi segnali concreti arriveranno tra lunedì e martedì. Le prime celle temporalesche intense interesseranno Alpi, Prealpi e zone appenniniche. Localmente i fenomeni potranno estendersi anche alla Val Padana centro-occidentale e ad alcune aree interne del versante tirrenico.
Mercoledì entrerà in azione una perturbazione più organizzata diretta verso i Balcani. Il fronte perturbato porterà temporali più diffusi al Nord Italia, ma rovesci localmente intensi potranno svilupparsi anche lungo l’Appennino e sulle regioni adriatiche.
Giovedì la fase di instabilità si concentrerà soprattutto sul Centro Italia. Particolare attenzione andrà posta al versante adriatico, Romagna compresa, mentre i fenomeni coinvolgeranno anche una parte del Sud.
Venerdì il peggioramento potrebbe spingersi più direttamente verso il basso versante tirrenico e la Sicilia.
L’evoluzione resta ancora da monitorare ma il coinvolgimento dell’Isola appare una possibilità concreta.
Temperature in calo da metà settimana: torna un clima più respirabile
L’arrivo dei temporali e il successivo passaggio perturbato produrranno finalmente una prima attenuazione del caldo intenso. Il calo termico inizierà a farsi sentire soprattutto da mercoledì e giovedì.
Sul Nord-Est e lungo le regioni adriatiche i valori massimi potrebbero temporaneamente scendere anche sotto i 30 gradi. Più lenta invece la diminuzione termica sul Nord-Ovest, sulle aree tirreniche e nelle zone interne delle isole maggiori. In queste aree saranno ancora possibili picchi compresi tra 33 e 35 gradi.
A favorire la sensazione di refrigerio contribuirà anche un generale rinforzo dei venti, soprattutto sulle regioni centro-meridionali. Dopo giorni di caldo estremo il Mediterraneo si prepara dunque a un passaggio atmosferico molto più dinamico. Il grande caldo non sparirà immediatamente. Ma l’atmosfera inizia finalmente a cambiare.






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