La Seus si prepara a richiamare in servizio, dal 1° luglio, il personale impiegato nelle convenzioni con le aziende socie. Una decisione che coinvolge lavoratrici e lavoratori che, da oltre quindici anni, operano stabilmente nelle strutture sanitarie regionali — soprattutto come Operatori sociosanitari nelle Asp e negli ospedali di Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento — e che rischia di creare un vuoto significativo nei reparti in cui sono inseriti.
La scelta dell’azienda, formalizzata nelle scorse ore, non sorprende del tutto i sindacati, ma viene giudicata “l’ennesima conferma di una gestione miope e priva di una visione strategica”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil Sicilia, con il segretario generale Francesco Fucile e la segreteria regionale Monica Genovese, e Cisl Fp Sicilia, con il segretario generale Daniele Passanisi e il coordinatore regionale Seus Claudio Marsiglia, che da anni denunciano la carenza di personale e l’assenza di un piano strutturato per affrontare l’invecchiamento e l’usura della forza lavoro.
«L’assottigliamento della dotazione organica e la senescenza del personale erano fenomeni prevedibili — sottolineano le organizzazioni sindacali — e un’azienda consapevole avrebbe dovuto programmare per tempo percorsi di ricambio generazionale e soluzioni per tutelare i lavoratori, invece di ricorrere a provvedimenti improvvisati che rischiano di compromettere la qualità dei servizi».
«Non possono essere i lavoratori a pagare le conseguenze di scelte tardive e inefficaci — è affermato ancora in un documento —. Il rientro forzato del personale dalle convenzioni rischia di creare disagi sia alla Seus sia alle aziende sanitarie che, fino a oggi, hanno potuto contare su operatori formati e perfettamente integrati nei reparti».
Il provvedimento, spiegano i sindacati, appare “inefficace e affrettato”, soprattutto in un settore — quello dell’emergenza urgenza — che rappresenta un pilastro del sistema sanitario regionale e che necessita di stabilità, continuità e programmazione. «Serve aumentare la dotazione organica, non spostare il problema da un ufficio all’altro», aggiungono i sindacati che evidenziano come «la tutela psicofisica dei lavoratori e la qualità del servizio non possono essere sacrificate sull’altare dell’emergenza gestionale. È indispensabile aprire subito un confronto vero».
Fp-Cgil e Cisl Fp chiedono quindi la sospensione immediata del provvedimento e l’apertura di un tavolo con Seus, assessorato regionale della Salute e aziende sanitarie interessate, per individuare soluzioni condivise e sostenibili. I sindacati annunciano inoltre che i lavoratori sono pronti alla mobilitazione qualora non arrivassero risposte concrete. L’appello si inserisce nel quadro più ampio delle criticità del sistema sanitario regionale, già messo alla prova da carenze strutturali, pensionamenti non sostituiti e un crescente fabbisogno di personale qualificato.
Luogo: Palermo
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