La vigilanza privata è diventato un settore in grande evoluzione e ad altissimo rischio: sono aumentati i servizi richiesti, ma le norme applicate ai dipendenti sono ormai obsolete. Sono necessari più controlli da parte delle istituzioni competenti per una maggiore tutela e un corretto impiego del personale. 

È quanto affermano Michele Musumeci, segretario generale della Fisascat Cisl etnea, e Giovanni Vitale coordinatore per la vigilanza privata dello stesso sindacato, che sul tema chiedono anche un incontro con il Questore di Catania.


«Lo scenario della vigilanza privata non riguarda più soltanto banche o trasporto valori, i settori che tradizionalmente sono legati alle attività delle guardie giurate – affermano Musumeci e Vitale – ma che si è ormai esteso a centri commerciali, cantieri, ospedali, uffici istituzionali e grandi eventi. È quindi un settore in grande evoluzione, ma in cui decreti e normative che i datori di lavoro applicano e fanno rispettare ai dipendenti sono ormai obsoleti. Le leggi emanate nel tempo, infatti, risalgono ormai a vari decenni fa, come: il Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza (TULPS – R.D. 773/1931); il DM 1° dicembre 2010, n. 269; il DM 15 settembre 2009, n. 154»


Gpg di una “divisa minore”

«Oggi, le guardie giurate – continuano i due dirigenti sindacali – operano ormai di giorno e di notte, presidiano banche, aziende e negozi, monitorano accessi e intervengono in caso di allarmi o effrazioni, gestiscono il trasporto di valori, servizi che spesso vengono espletati in parallelo con le forze dell’ordine, con caratteristiche soprattutto di prevenzione e presidio. E nonostante il settore degli istituti di vigilanza presenti tali elementi di forte criticità e rischio, la Guardia Particolare Giurata (Gpg) viene considerata ancora di una divisa minore, al cospetto degli addetti delle forze di pubblica sicurezza riconosciute. Eppure le Gpg operano su tutto il territorio nazionale, ma le istituzioni non tengono conto delle differenti peculiarità territoriali e delle relative criticità e fattori di rischio diversi».


Il trasporto-valori

«I nuovi servizi di trasporto valori, ad esempio, che riguardano l’approvvigionamento dei bancomat nei siti cosiddetti “non presidiati” – lamentano Musumeci e Vitale – sottopongono le guardie giurate ad attività di maneggio denaro, con norme e regolamenti ufficiosi e poco chiari e che, soprattutto, non tutelano gli addetti nell’esercizio delle delicate attività. Di recente, inoltre, si sono sempre più diffusi gli assalti ai furgoni blindati con scenari di vera e propria guerriglia civile. In tale contesto risulta incomprensibile come, in territori ad altissimo rischio delinquenziale quale quello siciliano, ancora oggi il trasporto valori venga spesso effettuato con due sole guardie giurate, una delle quali con esclusive mansioni di autista del mezzo blindato. Ecco perché chiediamo l’impiego costante di tre guardie giurate sul trasporto valori a prescindere dal massimale dei valori trasportato». 


Le ronde notturne

«Allo stesso modo – aggiungono – non si comprende perché le ronde notturne anche con controlli saltuari vengano svolti da una sola guardia giurata che, in perfetta solitudine, svolge attività di pronto intervento, apertura e chiusura dei siti sottoposti a controllo, col rischio di imbattersi in malviventi per gestire tentativi di furto, intrusioni e situazioni di tensione in contesti molto complessi senza alcun supporto o tutela al proprio fianco.

Il piantonamento

«Chi fa piantonamento nei cantieri o centri commerciali, sia diurni che notturni – spiegano Musumeci e Vitale – opera spesso solo, in zone prive di ombreggiatura, senza servizi igienici e più volte è costretto all’utilizzo dell’auto personale con aggravio di costi per la ricerca del parcheggio. Anche chi piantona fuori dalle banche è esposto alle intemperie con l’ingombro del giubbotto antiproiettile che non ne facilita i movimenti. Riteniamo pertanto indispensabile, oltre che adeguato per ragioni di rischio territoriale superiore, l’impiego di due guardie giurate per ogni pattuglia di ronda notturna, così come già avviene in altre province».


Commistione di figure

«Un ulteriore elemento di criticità – proseguono i due dirigenti sindacali – riguarda la confusione e commistione tra guardie giurate armate, addetti fiduciari e personale di security. Oggi le aziende committenti, per mera ricerca di risparmio sui costi di sicurezza, richiedono agli istituti di vigilanza l’impiego nei negozi, nei centri commerciali o durante eventi pubblici, figure differenti per formazione, competenze e funzioni, ma frequentemente sovrapposte perché indossano una divisa o un logo che fa riferimento al medesimo istituto di vigilanza ma che, di fatto, dovrebbero esercitare funzioni profondamente diverse».

«In definitiva, la Fisascat Cisl di Catania chiede agli organi istituzionali, nello specifico alla polizia amministrativa che è l’organo deputato a tale esercizio, un maggiore controllo degli istituti di vigilanza, nel corretto espletamento delle funzioni dei propri addetti con una precisa definizione tra servizi di sicurezza armati e servizi di portierato o controllo accessi».

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