La Polizia di Stato ha arrestato a Gela due fratelli di 41 e 49 anni, bloccati dopo aver organizzato e messo in atto una violenta aggressione ai danni di un conoscente di 50 anni. I fatti risalgono a giovedì scorso, quando i due si sono presentati a casa dell’uomo per una ritorsione nata da futili motivi.

L’assalto in casa e la fuga prima dell’arrivo degli agenti

Il raid è scattato nella tarda serata di mercoledì. I due fratelli sono riusciti a entrare nell’abitazione del cinquantenne e lo hanno colpito ripetutamente con calci, pugni, bastonate e diverse coltellate. A interrompere le violenze è stata l’anziana madre della vittima, che vive con il figlio: sentendo i rumori e le urla provenienti dal salotto, la donna ha chiamato il numero di emergenza, costringendo i due aggressori a scappare prima dell’arrivo delle pattuglie. I poliziotti del Commissariato, giunti sul posto, hanno soccorso l’uomo, che perdeva sangue per i tagli ricevuti al volto, alla schiena e alle braccia, e ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale di Gela.

I filmati delle telecamere e le minacce negli uffici del commissariato

Le indagini hanno permesso di identificare i responsabili grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona. I fratelli, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine — e il più giovane dei due già sottoposto alla libertà vigilata —, sono stati rintracciati nella loro abitazione. Lì i poliziotti hanno scoperto e sequestrato l’auto usata per la fuga, un coltello e un pezzo di stoffa ancora sporchi di sangue. Una volta portati negli uffici del Commissariato, il quarantunenne ha continuato a minacciare la vittima, urlando in dialetto che la vicenda non si sarebbe conclusa lì e che avrebbe finito il lavoro una volta fuori.

La convalida del fermo e il trasferimento in cella

Durante l’udienza che si è tenuta lunedì, il gip ha convalidato i provvedimenti e ha disposto per entrambi i fratelli la custodia cautelare in carcere.