Non è bastato a tranquillizzare gli operatori della Formazione professionale l’incontro di ieri fra il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore alla Formazione professionale Mimmo Turano. Lo stop all’Avviso 33, che finanzia i corsi dell’obbligo formativo, preoccupa 7 delle 8 associazioni datoriali di categoria e i sindacati confederali.

Per ribadire i motivi della loro preoccupazione ospite di talk Sicilia Gabriele Albergoni Cenfop Sicilia oltre che presidente dell’Ente nazionale bilaterale della Formazione professionale

Albergoni contesta la visione di Assofor: “I rischi ci sono e non avevo mai visto niente del genere”

“Noi non abbiamo mai assistito a un precedente simile nella storia della formazione professionale” dice Albergoni a Talk Sicilia.

“C’è un solo precedente in ambito analogo ovvero legato all’avviso 7 che fu ritirato di giorno e notte e che che determinò di fatto mesi e mesi di ritardo sull’avvio delle attività”.

“Questa modalità che noi contestiamo è la mortificazione delle regole, la mortificazione del lavoro e dei ruoli, la mortificazione del lavoro degli uffici della stessa amministrazione regionale che per 3 mesi avevano lavorato all’iter procedurale che poi portò all’emanazione dell’avviso 33, la mortificazione del lavoro degli addetti, degli enti di formazione che dal 9 al 22 giugno hanno già espletato la prima fase dell’avviso 33. Bisogna, infatti dire che sono già stati presentati i progetti, è stato espletato un lavoro durato quindici giorni che ora si butta via.

“E’ stato calpestato il ruolo delle parti sociali e qua bisogna capire se il caldo ha dato alla testa a tutti tranne che a uno (il riferimento è all’Assofor in risposta alle motivazioni espresse dall’Avv. Oliveri nella puntata di ieri di Talk Sicilia). Oppure evidentemente un problema ci sarà tutte le parti sindacali e ben 7 organizzazioni di parte datoriale hanno contestato questa ritiro”

Quindi, prima di entrare nel singolo merito, per voi c’è un problema di natura politica se una sola associazione viene ascoltata?

“L’assessorato è governato dalla politica. E’ chiaro che la politica c’entra. La politica c’entra sempre e comunque, nel bene e nel male. Io sicuramente, però, non ne faccio una questione politica perché mi occupo di difendere e tutelare gli interessi degli enti di formazione, ma prima ancora dei nostri studenti”.

Una legge ignorata

“La cosa che vi voglio dire è che esiste una legge regionale, la numero 23 del 2019, che prevede l’istituzione di un comitato dove all’interno ci stanno tutti i soggetti citati compresa l’Assofor. Il comitato non è stato convocato e per questo nasce il problema”.

Ma a prescindere dalla questione formale qual è il vero tema?

“Il tema è semplice. Noi non siamo contrari all’aumento del numero dei percorsi. Per carità,  nessuno a priori è contrario. Ma il tema è a quale prezzo paghiamo questo aumento, perché ritirare l’avviso quando l’8 di luglio noi avremmo dovuto presentare i progetti e quindi andare direttamente in fase istruttoria e invece probabilmente noi l’8 di luglio non avremo nemmeno un nuovo avviso. E sui tempi sfido l’assessore a dire il contrario perché per fare un nuovo avviso, innanzitutto, bisogna fare, il riaccertamento delle somme aggiuntive che ha un suo iter, poi bisogna registrarlo alla ragioneria, che ha un suo iter, poi bisogna riscrivere l’avviso che ha il suo iter, poi bisognerà fare la modifica alla piattaforma gestita da Sicilia Digitale che con tutti gli sforzi, ma ne ha tante di avvisi da gestire. Dopodiché bisognerà ricominciare dalla prima fase che noi abbiamo già espletato. Quindi bisogna immaginare di rifare tutto da zero. E’ chiaro che c’è un problema di tempo”.

C’era una soluzione alternativa

“Noi avevamo proposto di introdurre una clausola di salvaguardia che permettesse di aggiungere a rendicontazione quei percorsi che fosse stato necessario aggiungere. Che fossero 5 o 10, perchè non saranno mai 40”.

“Secondo me bisogna fare luce sulla ricognizione trasmessa con pec dall’associazione ASSOFOR. Si tratta di una ricognizione fatta via WhatsApp in una chat nella quale ci sono quella trentina di enti che si occupano del settore. Sono risposte informali, incomplete. Ecco perché noi non abbiamo voluto portare all’assessore, alla Regione quella ricognizione perché da un lato mancano dati visto che alcuni enti non li hanno forniti, dall’altro i dati forniti non sono attendibili”.

L’istruttoria del 23 marzo

“Noi avevamo una ricognizione fatta dalla Regione Siciliana a marzo che invece è molto interessante perché il servizio che si occupa dell’istruttoria, ha inviato una nota all’assessore da dove si evince che le pre iscrizioni, quindi i ragazzini che si preiscrivono in uscita dalla terza media ai primi anni delle scuole professionali risultavano 3.392. Se noi dividiamo i 3392 iscritti per 22 allievi, che è il minimo per classe, si possono fare anche da 25, da 27, vengono fuori circa 154 percorsi. A questi 154 percorsi vogliamo aumentare l’incremento del 50% dovuto a ai ripetenti delle scuole superiori. Bene, arriviamo a circa 231 percorsi. L’amministrazione quindi con 260 percorsi aveva già espresso una valutazione prudenzialmente lasciando un margine di una trentina in più. E attenzione, lo scorso anno l’avviso simile a quello che uscito ne prevedeva 300 di percorsi ma ne sono stati finanziati, alla fine, solo 260”.

Una via che preludeva a impugnative?

Su questo tema io la domanda l’ho posta anche ad Oliveri ieri e lui sosteneva che con un percorso del genere sarebbe stato tutto impugnabile

“Assolutamente no. La modifica non avrebbe creato alcun pregiudizio nei confronti dei 30 enti concorrenti e non lo avrebbe creato come lo sta creando oggi perché ha bloccato tutto. Avrebbe semmai dato salvaguardia e garanzia anche laddove ci fossero stati percorsi in più da attivare. Mi dica quale giudice poteva accogliere eventuali ricorsi oppure mi dica chi poteva ricorrere a una clausola inclusiva come questa”.

“L’ultimo caro prezzo che non intendiamo assolutamente pagare è quello che le risorse vengano prelevate così come c’è stato detto informalmente dallo stesso assessore e dai dirigenti, dalle somme destinate ai quarti anni. La rassicurazione del poi si troveranno non ci convince. Su questo noi ci preoccupiamo perché le risorse per i quarti anni quest’anno non si sono trovate. Quest’anno tutti i giovani che lo scorso anno hanno acquisito una qualifica di terzo anno sono rimasti a casa. È stato leso il diritto allo studio di questi giovani. Di conseguenza, chi può venire in questo momento a rassicurare questi ragazzi che già un anno l’hanno fatto a casa e i nuovi che quest’anno hanno acquisito la qualifica di terzo anno, chi può rassicurarli con questo precedente? Il problema non era reperire i fondi per 40 percorsi in più, perché siamo tutti consapevoli che questi 40 percorsi in più non ci saranno”

La richiesta

“intanto intendiamo ringraziare il presidente Schifani per il suo intervento. Ora siamo nelle condizioni di rimettere in pista l’iter burocratico. Speriamo che quanto già disposto non venga stravolto. Speriamo che venga salvaguardata la prima fase a cui già abbiamo lavorato. C’è la possibilità di farlo. Attendiamo che l’assessore ci convochi e ci spieghi quali soluzioni intende intraprendere per dare seguito all’intervento del presidente”.

Quindi, chiarita la posizione, chiariti i motivi di preoccupazione, il messaggio che mandate è: “Nell’emanare il nuovo avviso, salvaguardiamo il percorso già fatto, l’assessore ci convochi e troviamo una soluzione”?

“Esattamente, questa è la sintesi”