“Alle 16 il sistema di accettazione informatico del pronto soccorso dell’ospedale Civico è andato in tilt. L’effetto nessuna accettazione e i pazienti dirottati in altri pronto soccorsi cittadini sono stati presi d’assalto con attese lunghissime”. Una domenica di emergenza e disagi ha investito i principali ospedali di Palermo, trasformando l’accesso alle cure in un percorso a ostacoli per decine di pazienti. A denunciare pubblicamente la situazione è Sabrina Amodeo, assessore comunale di Misilmeri, che ha vissuto in prima persona i disservizi delle strutture sanitarie del capoluogo.

Il blocco informatico all’ospedale Civico

Il blocco dei servizi è iniziato nel pomeriggio di ieri alle 16, quando un guasto informatico ha paralizzato l’intero ospedale Civico. Al loro arrivo alle 18, l’assessore e gli altri utenti hanno appreso che il server della struttura era completamente fuori uso, impedendo di fatto la registrazione dei pazienti. “Nessun accesso per i pazienti”, racconta Amodeo, aggiungendo che “nessuno può essere aiutato perché se il paziente non è registrato non può essere trattato. Per intenderci neanche con una Tachipirina o un antidolorifico”. Di fronte all’impossibilità di ricevere assistenza, molti cittadini sono stati costretti a recarsi in altri pronto soccorso.

I tentativi al Policlinico e all’ospedale Ingrassia

Dopo due ore di attesa senza aggiornamenti, il viaggio è proseguito verso il Policlinico, dove la situazione non si è rivelata più semplice. Una volta superate le difficoltà viarie tra divieti e sensi unici, l’accettazione ha assegnato un codice arancione, ma con tempi di attesa stimati in circa sei o sette ore prima della presa in carico medica. C’erano diversi codici rossi. La tappa successiva è stata quindi l’ospedale Ingrassia, dove l’afflusso continuo di ambulanze provenienti dagli altri nosocomi già saturi ha generato una forte condizione di sofferenza per il personale e la struttura, con un numero di accessi triplicato rispetto alla normale capienza.

La denuncia e le domande sulla gestione dell’emergenza

L’odissea si è conclusa soltanto a notte fonda, intorno alle 2, con l’attesa dei referti. Durante il blocco al Civico, l’esponente politico ha cercato di segnalare l’accaduto alle autorità competenti tramite il numero unico di emergenza, senza tuttavia riuscire a trovare una soluzione immediata. Al termine dell’esperienza, Amodeo ha sollevato diversi interrogativi sulla gestione del sistema sanitario: “Possibile che si ferma un primo accesso di questa portata perché i pc vanno in tilt? Non si può utilizzare il cartaceo e poi trascrivere quando tutto torna alla normalità?”. L’assessore ha inoltre sottolineato il rischio per i malati gravi costretti a spostarsi da una struttura all’altra e ha concluso esprimendo solidarietà al personale sanitario, spesso costretto a lavorare in condizioni critiche e a subire aggressioni. “Sia chiaro, il mio sfogo non lo lascerò solo sui social e sui giornali. Denuncerò tutto Perché non è giusto tutto questo”.

La replica dell’ospedale Civico

“ C’è stato un problema informatico che è perdurato per alcune ore ieri pomeriggio. Già nella serata di ieri risolto. In atto nessun problema”.