“Palermo non è in vendita. La città è di chi la vive.” È questo lo slogan della manifestazione cittadina promossa da ALAB e da numerose realtà metropolitane, in programma venerdì 10 luglio alle ore 10.00, con partenza da Piazza Verdi e arrivo a Palazzo Comitini.
La mobilitazione nasce in risposta ai provvedimenti che hanno colpito i laboratori artigiani di ALAB, ma vuole rappresentare molto più della difesa di una singola esperienza. Per gli organizzatori, infatti, è il momento di aprire una riflessione pubblica sul modello di città che Palermo sta diventando e sulle politiche economiche e sociali che le amministrazioni intendono adottare.
Questa manifestazione è solo l’inizio di un percorso condiviso. Non vogliamo restare a guardare mentre la nostra città viene sacrificata alla speculazione e a una logica che mette il profitto davanti ai diritti delle persone. Difendere tutte le botteghe artigiane, i piccoli commercianti, le realtà culturali e sociali, insieme ai laboratori di ALAB, significa difendere il lavoro, la cultura, le relazioni sociali e il diritto di vivere una città a misura di chi la abita.
Secondo ALAB e la lunga lista di associazioni e realtà cittadine che ne sostengono la riapertura e l’esistenza, negli ultimi anni il centro storico e molti altri quartieri della città sono stati interessati da profonde trasformazioni che hanno favorito la crescita della rendita immobiliare a vantaggio del comparto turistico e delle grandi attività commerciali, mettendo sempre più in difficoltà le piccole realtà culturali, artigianali e di prossimità.
Non accetteremo che Palermo venga ridotta a un luogo di consumo, dove chi produce cultura, lavoro e comunità venga progressivamente espulso. Le botteghe artigiane sono un patrimonio della città e rappresentano un presidio sociale, culturale ed educativo.
Con il corteo del 10 luglio, ALAB chiede al Comune di Palermo, al Sindaco e al Governo regionale di assumere una posizione chiara sulla vicenda e di promuovere politiche che tutelino il commercio di prossimità, l’artigianato, la produzione culturale indipendente e il diritto dei cittadini ad abitare la città e il centro storico.
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, alle associazioni, ai lavoratori, agli studenti e a tutte le realtà che credono in una Palermo inclusiva, viva e costruita attorno alle persone che la abitano ogni giorno.

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