C’è davvero un accordo segreto fra Pd e Movimento 5 stelle per arginare Ismaele La Vardera. La notizia circola già da qualche giorno e nessuno l’ha smentita tanto che lo stesso Ismaele La Vardera , con un post, ne ha chiesto conto agli alleati. BlogSicilia lo ha chiesto ad uno dei due presunti firmatari di quell’accordo, il coordinatore regionale del Movimento 5 stelle Nuccio Di Paola che ha una sua visione dei fatti e ce la racconta ospite di Talk Sicilia durante una chiacchierata politica dalla quale emerge molto altro.

Nessuno pensi di tornare alla stagione politica del 2012

Al termine di questa lunga chiacchierata Nuccio D Paola lo dice chiaramente: “Nessuno pensi di tornare ad una stagione politica analoga a quella del 2012 che portò all’elezione di Rosario Crocetta a Presidente della Regione, fino a quando ci sarà Nuccio Di Paola questo non succederà”.

Ma andiamo per ordine partendo dalla mezza (forse anche un poco meno di mezza) smentita delle voci di un patto segreto.

Il percorso secondo Di Paola

A domanda diretta Di Paola risponde “Sveliamo intanto tutto quello che si è venuto a creare da quando Nuccio Di Paola ha dato la sua disponibilità al campo alternativo dicendo dicendosi pronto a guidare questa coalizione. Nuccio Di Paola (dice parlando di se stesso in terza persona ndr)  ha sempre detto e lo ribadisce anche adesso, che Ismaele La Vardera è una risorsa. Sono sempre stato il primo a cercare di mediare le posizioni all’interno del tavolo della coalizione. Tant’è che per le amministrative del 2026 mi pare che questo campo alternativo ha ottenuto dei grandi risultati anche grazie alla mediazione e al lavoro fatto dal Movimento 5 Stelle”.

“Cosa succede poi? Succede che il tavolo di coalizione si è riunito qualche giorno fa e ovviamente erano presenti tutti, tutte le forze politiche nazionali e le forze politiche regionali, compreso Controcorrente, presente con alcuni esponenti regionali. La cosa strana è che nel frattempo che il tavolo di coalizione si riunisce Ismaele Lavardera fa un video. Subito dopo la chiusura del tavolo di coalizione, un minuto dopo, manco fosse fatta in maniera, diciamo, concordata, La Vardera lancia annuncia il passaggio di alcuni deputati (pentastellati ndr) nel suo nuovo contenitore, e crea un gruppo all’assemblea regionale siciliana”.

“Perché Ismaele La Vardera fa questa cosa mentre c’è il tavolo di coalizione che si riunisce? Attenzione tutto legittimo perché io in questi anni ne ho visti di tutti i colori però è chiaro che se siamo alleati, se c’è una coalizione, io credo che, soprattutto se Ismaele vuole guidarla questa coalizione, devi fare un ragionamento tra alleati”.

“Ma com’è possibile che dopo 48 ore da quei fatti si parla di un fantomatico accordo tra Movimento 5 Stelle e PD, quando, almeno per quel che mi riguarda, io parlo per il Movimento 5 Stelle, noi abbiamo tutta la volontà di unire quanto più possibile il campo alternativo e lo abbiamo dimostrato anche ad Agrigento, dove abbiamo fatto delle scelte importanti. Abbiamo supportato Michele Sodano che è diventato sindaco ed è un nostro ex e sappiamo tutti le difficoltà che abbiamo avuto per supportarlo, ma lo abbiamo fatto per il bene della coalizione, per tenere unita la coalizione”.

Che sia La Vardera che vuol far di tutto per tirarsi fuori?

“La domanda che io faccio invece io a Manlio Viola o comunque che faccio a chi ci sta ascoltando: ma non è che è Ismaele invece che in qualche modo vuole fare di tutto per tirarsi fuori da un campo alternativo che invece continua a dirgli che è una risorsa. E ricordiamolo questo avviene quando non mi pare che lui (La Vardera) nei confronti di Nuccio di Paola abbia speso parole positive”.

“Io non sono non mi reputo popolare com’è popolare Ismaele, giusto? Il mio passato, ma anche il mio presente raccontano una storia dalle caratteristiche diverse da Ismaele ma non dico a Ismaele che con lui si perde o con lui non si governa, perché potrei dire anche questo: con lui non si governa”.

“Però è chiaro che in una logica di coalizione ognuno ha caratteristiche diverse che devono essere messe a fattor comune e poi scegliamo insieme. Ismaele Lavardera può essere un possibile candidato a presidente della coalizione, ma è chiaro che si deve ragionare da coalizione e non si può poi andar dietro a  interpretazioni che possono essere date da giornali, interpretazioni che magari ascoltano solo pezzi magari deviati di alcune forze politiche mettendo in giro indiscrezioni che sono più a vantaggio della destra che altro.

La Vardera ed Agrigento che rappresenta già primarie di fatto

Va bene Di Paola, abbiamo messo tanti ingredienti in pentola ma andiamo per ordine. Dopo parliamo dei pezzi deviati ma intanto di Agrigento dove avete vinto ma solo col sindaco, in Consiglio siete in minoranza. E’ la prova dei rischi che corrono i partiti in un eventuale campo largo

“E’ chiaro che tra le elezioni amministrative e le elezioni regionali ci sono due leggi elettorali diverse.
Ad esempio alle regionali non c’è il ballottaggio e si vota con un sistema proprio proporzionale. Oggi il Movimento 5 Stelle, ma lo ha dimostrato anche ad Agrigento, interessa liberare la Regione Siciliana. Non interessa la percentuale del partito e credo che questa cosa la stia dimostrando pure il presidente Conte a livello nazionale perché comunque stiamo cercando in tutti i modi di fare la coalizione”.

“Ad Agrigento è avvenuta una cosa importante: abbiamo dato agli agrigentini la possibilità di scegliere qualcosa di diverso e gli agrigentini poi hanno scelto. Ci saranno delle difficoltà a governare perché purtroppo per la legge che elettorale abbiamo pochi consiglieri, ce ne sono solo cinque, ma quello che conta è dare una prospettiva e un’alternativa diversa che nel 2022. Permettimi di dire questo Manlio, parlando del 2022, io ero candidato alla Regione, purtroppo c’è stata la rottura data dal nazionale e non abbiamo dato un’alternativa ai siciliani perché eravamo tutti divisi. Era normale che vincesse il centrodestra”.

“Oggi invece, secondo me, visto tutto quello che sta succedendo è chiaro che ci deve essere un sussulto d’orgoglio, ma non solo del Movimento 5 Stelle, anche di Ismaele La Vardera, che ha messo in campo un contenitore assolutamente nuovo, che sta facendo bene, che ha avuto sempre il dialogo e il supporto dal sottoscritto e anche dal Movimento 5 Stelle. Non bisogna pensare alla percentuale del proproio contenitore, ma bisogna pensare ai siciliani a dare un’alternativa diversa”.

I pezzi deviati del Pd, qualcuno trama nell’ombra?

“Io accordi segreti non non ne faccio, non ne ho mai fatti. Sotto questo punto di vista faccio sempre tutto alla luce del sole e tra l’altro sono stato io il primo a togliere i tatticismi a dire, “Guardate, è inutile che gioco a scacchi o faccio tatticismi. Siccome credo che stavolta la coalizione deve essere formata, togliamo i tatticismi e facciamoci tutti avanti. Nel Movimento 5 Stelle lo abbiamo fatto, Nuccio Di Paola ha fatto questo passo e si è detto disponibile ad essere il candidato presidente. Poi è chiaro che ci sono anche tante altre personalità del mondo civico che potremmo andare a valutare all’interno delle forze politiche. Ma è chiaro che in ogni forza politica non ci deve essere qualcuno che trama nell’ombra per far crollare il campo alternativo per interessi personali, perché magari può stare antipatico Nuccio, può stare antipatico Barbagallo. Noi dobbiamo pensare al bene dei siciliani, quindi chi trama nell’ombra deve sapere che In Nuccio Di Paola avrà un estremo nemico”.

“Chi trama nell’ombra verrà in qualche modo, fatto emergere perché ci sarà del tempo da qui al voto.  Nel 2012 (l’anno dell’elezione di Rosario Crocetta ndr) il centrosinistra ha vinto ma non ha governato e fondamentalmente quel 2012 ha causato poi la forte, risalita del centrodestra. Io oggi voglio un campo alternativo che effettivamente governi la Regione Siciliana, che non cambi 50 assessori e che ci sia un presidente della Regione libero, che stia dietro a condizionamenti di gente che vive nell’ombra.
Quella stagione lì è passata e io farò di tutto per non farla ritornare. Io, così come il Movimento 5 Stelle e spero anche Ismaele”.

“Fin quando ci sarà Nuccio Di Paola, quella stagione rimarrà chiusa in un cassetto e nel dimenticato questo è chiaro e,  lo dico a tutti gli alleati, sono convinto che tutti la pensano come Di Paola. Stiamo costruendo un percorso trasparente. Ismaele La Vardera lo considero all’interno  dell’area alternativa in modo assoluto, ma io stesso gli ho detto che per ogni dubbio basta telefonarsi si può parlare e viso a viso ( e non lanciare post ndr)”.

“Io non so chi ha fatto circolare quella indiscrezione. Sicuramente non c’è dietro nessuna interlocuzione con Nuccio Di Paola. Si sta cercando di costruire un’alternativa ampia, addirittura qui in Sicilia andiamo da casa riformista ad AVS, i civici, i socialisti, più Europa, Controcorrente e il PD. Cerchiamo di dare uno scatto di maturità e ti dico in quel tavolo di coalizione abbiamo deciso di fare subito nelle prossime settimane degli eventi pubblici dove ci confronteremo con le categorie, raccoglieremo alcune proposte che già conosciamo perché da anni stiamo nel territorio, però vogliamo fare le cose quanto più trasparenti possibili”.

“Se poi c’è chi pensa che siamo fermi a 20 anni fa o a 10 anni fa o a 15 anni fa quando si poteva tramare nell’ombra e cercare di delegittimare il singolo piuttosto le forze politiche, si sbaglia di grosso perché avrà veramente delle risposte che non si aspetta”.

L’ultimatum, di La Vardera, candidato entro settembre

Ma dopo gli ultimatum mdi La Vardera è veramente ancora possibile un accordo complessivo per tutti?

“Secondo me assolutamente sì. Gli ultimatum sono solitamente di destra. Io ho una cultura del confronto, del dialogo, quindi sicuramente Ismaele l’avrà detto in un momento di foga, ci può stare? Magari per cercare di smuovere il proprio il proprio elettorato. Io credo che ultimatum non se ne debbano dare. Gli ultimatum li danno a destra. In un campo alternativo ci deve essere di base il confronto, il dialogo che è mancato in questi ultimi 8 – 9 anni di governi di centrodestra. Abbiamo visto presidenti della regione che non sono riusciti a fare riforme, non sono riusciti dal dialogo con l’assemblea”.

“Io non so cosa dobbiamo decidere entro settembre-ottobre perché non l’ho ben capito, però è chiaro che abbiamo sempre detto che il candidato alla presidenza, che secondo me non è il solo l’elemento importante, arriverà alla fine di un percorso. Valutiamo le caratteristiche di ciascuno di noi. Io a Ismaele La Vardera riconosco alcune caratteristiche e delle qualità, così come gli riconosco dei difetti. Mettiamo tutto a fattor comune e sceglieremo la persona migliore per guidare questa coalizione”.

“Ragioniamo di coalizione e sono convinto che riusciremo a trovare una sintesi per liberare la Sicilia dopo gli ultimi tre presidenti. Mi riferisco alla stagione di Crocetta che ha cambiato 50 assessori , si professava come il santone della legalità e sappiamo tutti come com’è andato a finire: 50 assessori e l’ instabilità totale. Musumeci, uomo austero, ma completamente scollegato dalla realtà e non ha fatto poi quelle riforme che servivano ai siciliani e Schifani non pervenuto”.

“Vogliamo dare una possibilità finalmente ai siciliani che trovano in questo momento una Regione indietro di 20 anni rispetto al Veneto, rispetto all’Emilia-Romagna, rispetto alla Toscana. Io non ne faccio un discorso di colore politico, io ne faccio un discorso di ritardo rispetto a regioni governate o dal centrodestra o dal centrosinistra. E noi qui per andare dietro ai Masianello di turno, fondamentalmente siamo rimasti indietro di 20 anni”.

“La mia proposta, che poi cercherò di spingere all’interno della coalizione è trovare un accordo che finalmente ci unisca su tre o quattro riforme: sanità, welfare, ovviamente si deve lavorare sulle infrastrutture e si deve fare finalmente qualcosa per quanto riguarda tutta questa emorragia di giovani e meno giovani che vanno via dalla Sicilia. Faremo questi quattro punti, io non ne voglio chissà quanti. Facciamo un patto sulle riforme e sul programma che deve essere di una paginetta, che dobbiamo portare avanti, poi si parla di candidato e se c’è da fare passi di lato”.
“Poi Ismaele cosa dice? Facciamo un sondaggio? Facciamolo, ma nelle domande del sondaggio mettiamo la popolarità ma anche mettiamolo sulla fiducia che hanno i siciliani rispetto a quella persona, sulla credibilità, sulla tenuta della coalizione, perché a noi non basta vincere, dobbiamo governare. E lo hanno dimostrato i fatti di questi ultimi anni, facendo sicuramente squadra con chi poi è maggioranza, con i deputati che vengono eletti, perché se poi ci si stacca e si lascia sempre l’uomo solo al comando, avremo solo ed esclusivamente instabilità e la Sicilia non se lo può più permettere”.

La video intervista integrale