E’ Cettina Arduino palermitana, 53 anni, dipendente Rap, la segretaria generale aggiunta Fit Cisl Sicilia. Ad eleggerla è stato il consiglio generale della Federazione Trasporti della Cisl, che si è riunito a Palermo e che si è aperto con la relazione del segretario generale Dionisio Giordano, proseguito con l’intervento del segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana e concluso dalla segretaria generale Fit Cisl nazionale Monica Mascia. Arduino, dal 2004 dipendente Rap, ha iniziato la sua carriera sindacale in Fit Cisl nel 2008, ed è approdata alla segreteria regionale nel 2016 ricoprendo vari ruoli fra i quali responsabile del coordinamento donne, segretaria organizzativa ed amministrativa e da quasi due anni ha anche la delega regionale per il trasporto aereo. Nella sua relazione Giordano ha fatto un quadro complessivo della situazione dei trasporti e infrastrutture nell’Isola ribadendo la richiesta al governo regionale affinché “prosegua il confronto nella cabina di regia che riguarda tutte le infrastrutture in Sicilia perché quella del PNRR è una occasione che non possiamo perdere e che va assolutamente messa in stretta connessione col progetto del Ponte sullo Stretto”. Tanti i nodi da affrontare per la Fit Cisl Sicilia. “A partire dalla vicenda del trasporto pubblico locale con in testa le criticità di Ast e per restare dentro il tema delle aziende pubbliche regionali anche le problematiche che stanno attanagliando il Consorzio Autostrade Siciliane. Centrale – ha spiegato Giordano -.Il trasporto marittimo con Liberty Lines e Caronte & Tourist, con le due società di navigazione abbiamo ripreso le trattative in un clima che non è sereno, sia per la complessità della vertenza ferie che per l’approssimarsi della scadenza della convenzione nazionale e della gara regionale, entrambe previste per il prossimo anno. Si resta intanto in attesa che la politica nazionale sciolga le riserve sulla natura giuridica delle Autorità di sistema portuale; nel frattempo però’ nelle tre ADSP siciliane prosegue l’opera di infrastrutturazione dei porti ma contestualmente si registra un calo del traffico merci che comincia a creare difficoltà alle aziende portuali”. Spazio poi al tema delle infrastrutture ferroviarie. “C’è poi tutta la vicenda che sta interessando il gruppo FS, che adesso ha finalmente un amministratore delegato ma sono tanti i temi da affrontare, dalla gara per il servizio Intercity, all’arrivo delle aziende francesi in concorrenza sull’alta velocità, al nodo manutenzioni RFI e alle criticità emerse con l’assegnazione delle funzioni tecniche. Tengono banco anche – ha aggiunto Giordano – il tema delle assunzioni dell’officina Onai di Carini e il rinnovo del contratto collettivo nazionale che dovrà vederci protagonisti nei prossimi mesi”. Un passaggio poi “sui servizi ambientali che continuano ad essere vissuti quale elemento di grande difficoltà e criticità del territorio della Sicilia. Auspichiamo che sui due termovalorizzatori si rispetti la road map che il governo Schifani ha messo nero su bianco e quindi, che il prossimo anno partano i lavori e che sulla raccolta rifiuti ci siano condizioni di partecipazione alle gare pubbliche stringenti per quelli che definiamo ‘prenditori’ ma proficue per i veri imprenditori”. Altro punto il PNRR. “Sul fronte dei 18 miliardi degli investimenti sui RFI , l’auspicio è che non si interrompano le opere che sono già in fase di completamento”. Sul fronte del trasporto aereo ha affermato Giordano “siamo in attesa di conoscere i due piani industriali di Sac a Catania e di Gesap a Palermo con le previsioni delle annunciate privatizzazioni, fondamentale è continuare a puntare sul rilancio di questi scali, migliorando la qualità dei rapporti di lavoro dei dipendenti presenti negli scali”. Per il segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana “Il divario infrastrutturale continua a frenare la crescita economica, l’occupazione e la coesione sociale. Servono investimenti, ma servono soprattutto programmazione, tempi certi e una visione partecipata e condivisa capace di mettere in rete porti, aeroporti, ferrovie, strade e logistica”. “Per un’isola come la Sicilia la mobilità assume un valore ancora più strategico. Per questo, è indispensabile che il principio di insularità – ha aggiunto La Piana – si traduca in scelte concrete: continuità territoriale, collegamenti efficienti, costi sostenibili per persone e imprese, pari opportunità di accesso ai servizi e ai mercati”. Per il segretario generale della Cisl Sicilia dunque “occorre mettere al centro la partecipazione, chiave per governare i cambiamenti, accompagnare le transizioni e rendere più forti le imprese e il lavoro. Una partecipazione vera – ha sottolineato La Piana – che valorizzi il confronto, la contrattazione e la corresponsabilità nelle scelte strategiche” . A concludere la segretaria generale Fit Cisl nazionale Monica Mascia che ha sottolineato che l’insularità non può continuare a generare disuguaglianze tra cittadini e lavoratori. “Affrontare il tema dei trasporti in Sicilia significa assicurare accessibilità e connessione con il resto del Paese e dell’Europa, superando nodi storici irrisolti: costo dei collegamenti, continuità dei servizi, rischio di isolamento delle aree interne”. Tre le priorità indicate da Mascia: porti, ingressi strategici sul Mediterraneo ma per valorizzarli servono integrazione logistica, intermodalità, collegamenti ferroviari efficienti e programmazione industriale stabile”. “È inaccettabile il divario infrastrutturale con il resto d’Italia ed è dunque prioritario, potenziare la rete ferroviaria siciliana cosi come sul fronte aereo, va abbattuto il caro-voli va affinché il principio di insularità riconosciuto dall’Unione Europea non resti sulla carta, ma diventi un diritto esigibile”. Mascia ha concluso “la Sicilia ha tutte le potenzialità per diventare un grande hub logistico del Mediterraneo, ma questa centralità va costruita ora con investimenti reali, programmazione e stabilità occupazionale, sviluppando un tessuto produttivo e industriale che va ben oltre la vocazione turistica. Un Sud più forte e connesso, con lavoro stabile e tutelato, è il motore per un Paese più coeso e competitivo”. 

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