Un luogo che poche settimane fa era stato ferito dalla violenza del ciclone Harry oggi torna ad accogliere persone, idee e confronto. Non è stata casuale la scelta del lido sul litorale catanese – una delle attività commerciali che stanno faticosamente riaprendo dopo i gravi danni provocati dal maltempo – per ospitare il primo incontro del nascente coordinamento catanese di Progetto Civico Italia.
La Sicilia che sarà tiene a battesimo Progetto civico a Catania
L’evento, dal titolo “La Sicilia che sarà”, si è trasformato in un forte simbolo di resilienza e ripartenza per tutto il territorio. La manifestazione ha fatto da cornice a un confronto fitto e partecipato che ha visto dialogare insieme amministratori locali, rappresentanti del mondo associativo, giovani, studenti universitari, professionisti e imprenditori. Ad accomunare i presenti è la forte volontà di costruire uno spazio politico e civico alternativo ai tradizionali schemi di partito, partendo proprio dalle esigenze reali delle comunità locali.
Nel corso dell’incontro si sono alternati numerosi interventi di esponenti del mondo universitario, del terzo settore, delle professioni sanitarie, del sindacato, dell’associazionismo e delle amministrazioni locali. Al centro del dibattito sono stati posti i temi caldi che investono l’isola: l’emergenza lavoro, la gestione della sanità, il diritto allo studio e le crescenti difficoltà finanziarie e strutturali dei Comuni siciliani.
La fuga dei giovani
Ampio spazio è stato dedicato al dramma della fuga dei giovani dalla Sicilia, alla necessità di stimolare la partecipazione democratica e all’urgenza di costruire una nuova classe dirigente che sia realmente radicata nei territori. A condurre il dibattito è stato Piersalvo Catania, giovane imprenditore locale, che ha acceso i riflettori sulle complessità del fare impresa nell’isola e sulla necessità di creare condizioni strutturali che consentano ai giovani di restare. “La Sicilia che sarà – ha dichiarato Catania – deve essere una terra capace di offrire opportunità concrete a chi sceglie di rimanere”.






Commenta con Facebook