Antonio Presti è stato audito lo scorso 15 luglio 2026 a Palazzo San Macuto a Roma presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie per parlare delle attività della Fondazione Antonio Presti nel quartiere Librino a Catania.

Durante il suo intervento, il Presidente della Fondazione ha ripercorso la storia delle sue attività portate avanti dagli anni Ottanta in Sicilia con lo scopo di creare una coscienza legata alla cultura e ad uno spirito etico, diffondendo una “politica della bellezza”.

Ha ricordato l’inizio del suo impegno quarant’anni fa con la creazione di Fiumara d’Arte, il parco di sculture monumentali di artisti internazionali nella Valle dei Nebrodi, che ha coinvolto dieci piccoli comuni siciliani e che oggi è una meta internazionale, che ha generato una ricaduta economico sul territorio.

 “Ho donato tutta la mia vita alla Sicilia” ha affermato Presti “Questi comuni erano destinati a morire. Grazie all’arte e a questo presidio di scultura monumentale hanno ritrovato non soltanto un’identità, ma sono diventati famosi nel mondo”.

Dopo Fiumara d’Arte Antonio Presti ha creato l’Atelier sul Mare, albergo-museo a Castel di Tusa e oggi anche a Villa Margi (in provincia di Messina), con camere realizzate da artisti italiani e internazionali. “Tra le stanze del museo-albergo e le sculture diffuse nel territorio, questa zona grazie all’arte può avere un futuro, una ragione, un’identità e anche una prospettiva economica diversa da quella dell’assistenza” ha sottolineato il Presidente della Fondazione.

Dopo l’esperienza nella provincia di Messina, Presti si è trasferito a Catania dove ha deciso di impegnarsi per il quartiere Librino di Catania.

“Tutti mi parlavano malissimo di Librino: delinquenza, droga, spaccio, le solite storie delle grandi periferie. Ma Librino non è una periferia: è una città nella città, con circa 70 mila abitanti, 10 mila bambini, nove scuole, nove chiese e tante associazioni”.

A Librino ha avviato il progetto MAGMA, un museo a cielo aperto che ha coinvolto i bambini e le famiglie del quartiere in azioni di arte pubblica senza scadenze temporali e finanziamenti pubblici.

“Non è figlio di un finanziamento a termine: finiti i soldi, finisce il progetto e finisce tutto. In una periferia, se ci vai per una settimana, neanche ti ascoltano. Devi restarci vent’anni e dimostrare coerenza. I progetti a termine finiscono con i finanziamenti, la vera opera d’arte è il processo di semina nella comunità”.

Il museo interessa facciate degli edifici, muri, cavalcavia, rotatorie e altri spazi pubblici del quartiere e il progetto punta a modificare il rapporto tra centro e periferia, per sostituire all’immagine negativa del quartiere quella di un centro vitale di produzione artistica e culturale.

Attraverso l’arte pubblica e la realizzazione di opere monumentali, il progetto pone la bellezza al centro di un processo di rigenerazione culturale e sociale, quale strumento per restituire ai cittadini identità, orgoglio e senso di appartenenza al proprio quartiere.

Il progetto dimostra come l’educazione alla bellezza rappresenti uno strumento concreto per contrastare il degrado materiale e sociale, rafforzando il senso di responsabilità collettiva verso i luoghi condivisi.

La Porta della bellezza è la prima opera realizzata nel 2009 lungo un muro di 3km alto sei metri circa con la partecipazione di duemila bambini e duemila madri “Ogni bambino ha lavorato l’argilla e ha scritto su ciascun pezzo un pensiero ispirato all’opera dell’artista. In questi vent’anni abbiamo coinvolto quattro generazioni: i bambini di allora oggi sono genitori e le madri di allora sono diventate nonne. Dopo vent’anni quei bambini passano davanti all’opera e trovano in quel pezzo di terracotta uno specchio dell’anima, il ricordo di come erano”.

Lo sviluppo di MAGMA è proseguito con la Porta delle Farfalle e la Porta della Conoscenza, realizzate attraverso la partecipazione di circa 20 mila persone. “L’opera d’arte non è la scultura che realizziamo. L’opera d’arte è il processo della semina, sono i laboratori con i ragazzi. Non diciamo a un bambino soltanto: tu sei bello. Gli diciamo: sei bello perché con il tuo cuore stai creando qualcosa di bello per il tuo quartiere. Non lo sta facendo il Comune, il sindaco o l’opposizione: lo stanno facendo gli abitanti. I ragazzi devono capire che la democrazia senza conoscenza crolla. Il più grande nemico è l’ignoranza” ha evidenziato Presti in Commissione.

Oltre alle porte, oggi MAGMA comprende anche le installazioni di luce La Sognatrice e Amare di Fabrizio Corneli (2024, le fotografie Le Grandi Madri di Lynn Johnson (2025, l’opera Cromatismo emozionale di Paolo Bini (2025), le fotografie Cavalli Eretici di Monika Bulaj (2025), La Porta dei Sogni, realizzata dagli alunni delle scuole del quartiere Librino (2025), la sculltura a forma di sedia Luna Sola di Giancarlo Neri (2025), le sculture Leporinus di Antonella De Nisco (2025) e i Cavalli al Vento i Filippo Messina (2025).

“La bellezza non è decorazione e non è soltanto materia”, ha concluso Presti. “È un processo educativo, un esercizio di responsabilità e una possibilità concreta di restituire ai giovani la visione del futuro”.

La Fondazione Antonio Presti rappresenta il patrimonio della Fiumara D’arte e di MAGMA, gestito in collaborazione con le amministrazioni comunali e la Regione Sicilia, in futuro Presti si augura un coinvolgimento anche del Ministero della Cultura.

MAGMA è oggi uno dei più estesi musei monumentali a cielo aperto dedicati all’arte contemporanea partecipata, un progetto in continua evoluzione che trasforma Librino in un laboratorio permanente di bellezza, cittadinanza e responsabilità condivisa.


Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.