Un colpo alla botte e uno al cerchio, un colpo al centrodestra e uno al centrosinistra senza tralasciare le stoccate a Ismaele La Vardera.
Dal Politeama il “governo di liberazione” di Cateno De Luca
Teatro Politeama pieno a Palermo e gente rimasta fuori perché i posti erano esauriti per la convention del governo di liberazione con la quale Cateno De Luca lancia la parte cruciale della sua campagna elettorale verso le regionali 2027.
Ma l’annuncio di De Luca non riguarda più solo la Sicilia, A ottobre a Roma ci sarà l’avvio della seconda fase di Sud Chiama Nord, la prima conferenza nazionale del movimento che De Luca vuole portare alle politiche.
Sud chiama Nord diventa partito nazionale
E’ arrivato il momento di fondare un Movimento che deve essere di ispirazione sturziana, meridionalista e autonomista, annuncia. L’idea è chiara, sedersi a Roma a trattare con le forze politiche che decideranno le candidature a governatore siciliano perché Palermo ha ceduto il testimoni, dice De Luca, ma per farlo non basta essere un partito al 20% in Sicilia e dunque la prima forza politica e l’ago della bilancia, bisogna diventare una forza nazionale. per contare al tavolo non è sufficiente l’uno e mezzo per centro che i sondaggi assegnano a Sud Chiama Nord a livello di elezioni politiche.
L’ago della bilancia
L’operazione è sempre la stessa, ne a destra né a sinistra anche se alla convention ci sono gli esponenti di tutti i partiti e perfino il presidente dell’ars Gaetano Galvagno che definisce de Luca un amico, e l’ex presidente dell’ars Miccichè che vuole valutare il cavallo de Luca. Cateno vuole essere l’ago della bilancia e alza i toni della sfida, invita il centrodestra a staccare la spina a Schifani perché non ci sono riforme e metà delle norme approvate dall’ars non vengono attuate.
Infine la stoccata a Ismaele La Vardera eletto con lui e poi andato via “Siamo stanchi di essere trattati come un taxi da chi non ha amministrato mai neanche un condominio”.






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