A trentaquattro anni dalla terribile strage di via D’Amelio, Palermo si ferma per rendere omaggio al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. La giornata del ricordo si è articolata tra la solennità delle celebrazioni mattutine della Polizia di Stato, il commovente raccoglimento del pomeriggio e le inevitabili tensioni e polemiche tra i diversi schieramenti politici. Ma soprattutto si è assistito ad una giornata delle divisioni. Le manifestazioni possono essere divise in due: da una parte le agende rosse e tutta l’area di sinistra in Via D’Amelio per manifestazioni non ufficiali, dall’altra parte le manifestazioni volute dai gruppi di camera e senato di Fratelli d’Italia e in serata la fiaccolata con l’adesione di 60 comuni e la presenza di Arianna Meloni.
La Polizia di Stato ricorda i Caduti alla caserma “P. Lungaro”
Al di sopra delle parti solo il ricordo degli agenti che però non sono stati accomunati nella manfestazione dl via D’Amelio.
La mattinata si è aperta con la cerimonia ufficiale della Polizia di Stato per onorare il sacrificio dei propri agenti e del magistrato. Presso la caserma “P. Lungaro”, il Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, ha deposto una corona d’alloro davanti alla lapide posizionata all’interno dell’Ufficio Scorte.
Il minuto di silenzio alle 16:58 in via D’Amelio”Il cuore del ricordo popolare si è spostato nel pomeriggio in via Mariano D’Amelio, proprio nel punto esatto dell’attentato mafioso. Alle 16:58, centinaia di cittadini e attivisti riuniti dal movimento delle Agende Rosse si sono stretti in un minuto di silenzio totale. Subito dopo, le note del Silenzio e dell’Inno di Mameli hanno scatenato un lungo applauso, mentre moltissimi giovani alzavano al cielo le agende rosse.Sul posto erano presenti Salvatore Borsellino (fratello del giudice), Giovanni Impastato, Leoluca Orlando, i vertici del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho, e i magistrati Nino Di Matteo e Gaetano Paci.
Il messaggio delle istituzioni: verità e giovani
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito che Borsellino e Falcone sono i “simboli della riscossa civile del Paese”, evidenziando come il disegno eversivo della mafia sia stato definitivamente sconfitto. Anche la premier Giorgia Meloni si è unita al ricordo definendo il magistrato un esempio di amore per la patria. Da parte delle istituzioni regionali, il governatore Renato Schifani ha rimarcato il valore di “una scelta consapevole per affrontare la paura senza arretrare davanti all’illegalità”, associando il dovere della memoria a quello della piena ricerca della verità. Sulla stessa linea, il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha ricordato ai giovani l’importanza di negare il consenso alla cultura mafiosa per farla svanire definitivamente.
Divampano le polemiche politiche
La giornata è stata però inevitabilmente segnata da scontri verbali accesissimi tra i diversi partiti. Ieri a parlare di depistaggio istituzionale era stato Salvatore Borsellino seguito a ruota da Leoluca Orlando, oggi il leader 5 stelle Giuseppe Conte è andato oltre additando anche l’ideologo suggeritore dalla Commissione
Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario del PD siciliano, Anthony Barbagallo, che ha attaccato la “propaganda e le chiacchiere” di chi sfrutta l’onda emotiva della strage ma non prende provvedimenti contro gli odierni scandali di corruzione nell’Isola.
La contro risposta del Centrodestra: Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha risposto chiedendo a sua volta chiarezza sulle “inerzie dell’inchiesta mafia-appalti”, puntando il dito contro l’operato passato di Scarpinato. Infine, Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), dal palco della kermesse palermitana Parlate di mafia, ha accusato le opposizioni di strumentalizzazione politica e di tentare di “tappare la bocca” alla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo. Quest’ultima non ha risparmiato critiche: “Al contrario di loro noi vogliamo restituire verità e riconsegnare la memoria di Paolo Borsellino agli italiani”.
in serata la fiaccolata con l’adesione di 60 comuni e la presenza di Arianna Meloni. Poi il ritorno in via D’Amelio nel nuovo spazio allestito in questi giorni teatro delle manifestazioni di chiusura






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