Un incubo lungo anni fatto di gelosia morbosa, appostamenti e violenze ha portato all’emissione di una misura cautelare nei confronti di un cittadino di Bagheria. Gli agenti del locale commissariato di pubblica sicurezza hanno eseguito il provvedimento disposto dal tribunale di Termini Imerese, che impone all’uomo il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex compagna. All’indagato, accusato di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, verrà inoltre applicato il braccialetto elettronico per garantire il rispetto del limite massimo di distanza di almeno mille metri dalla vittima.
Un rapporto malato sfociato nell’escalation di violenza
La travagliata vicenda sentimentale tra i due aveva gi mostrato i primi segnali di criticità nel 2024, quando la donna si era rivolta per la prima volta alla polizia di stato e alla procura di Termini Imerese sporgendo una querela per violenza. In quella circostanza la persona offesa aveva successivamente deciso di ritirare la denuncia, ma le condotte maltrattanti dell’uomo non si sono mai fermate, trasformandosi al contrario in una progressiva e pericolosa escalation. La relazione si è poi conclusa definitivamente nei primi mesi del 2026 per decisione della donna, esasperata da una gelosia morbosa e continua.
L’intervento delle istituzioni e il provvedimento del questore
Di fronte al perdurare delle prevaricazioni, l’organo inquirente e la polizia giudiziaria hanno continuato a monitorare la situazione da vicino, guidando la vittima lungo un percorso protetto per superare la diffidenza verso le istituzioni. Questa costante attività di tutela ha portato, nel marzo del 2026, all’emissione di un provvedimento di ammonimento da parte del questore nei confronti dell’uomo.
Le persecuzioni e le restrizioni per lo stalker
Nonostante l’interruzione del rapporto e i formali avvertimenti, l’indagato ha proseguito nei suoi intenti persecutori nel disperato tentativo di “riconquistare” l’ex partner. Attraverso ripetute minacce, violenze verbali e costanti appostamenti sia sotto l’abitazione della donna sia nei pressi del suo luogo di lavoro, l’uomo ne ha alterato radicalmente le abitudini quotidiane, minandone la serenità personale. Il quadro indiziario ha così spinto l’autorità giudiziaria a disporre l’immediata misura cautelare con dispositivo elettronico di controllo.






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