Il Parlamento siciliano ha approvato ieri sera il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per il triennio 2027-2029. Nonostante le critiche delle opposizioni, il Defr è passato abbastanza rapidamente e senza intoppi e pone le basi per avviare, a settembre, una sezione di avvicinamento al bilancio di previsione 2027 e al pluriennale con le carte in regola.  Il testo economico illustrato in aula dall’assessore Alessandro Dagnino traccia ora la rotta del futuro prossimo: una vera e propria sfida tra un rallentamento fisiologico dell’economia  causato dai mercati internazionali e il piano d’urto miliardario varato della Regione con la Finanziaria 2026 che punta a far correre la crescita. Proviamo a comprendere quali saranno le performance attese per la Sicilia nei prossimi anni e come cambieranno i principali indicatori economici in base alle stime di questo documento che prevedono una Sicilia ancora in crescita maggiore rispetto al resto del paese.

Pil a doppia velocità: il bivio tra scenario “base” e piano di sviluppo

Le previsioni sul Prodotto Interno Lordo mettono la Sicilia davanti a due destini contrapposti, legati a doppio filo all’efficacia della spesa pubblica. Sul primo scenario tendenziale (senza aiuti) peserebbero l’esaurimento degli incentivi del PNRR, le tensioni geopolitiche e il caro materie prime. Senza interventi correttivi, la crescita del Pil siciliano subirebbe una brusca frenata, stimata allo 0,6% nel 2025 e stazionaria allo 0,5% nel 2026 e 2027, per poi risalire leggermente allo 0,7% nel 2028 e allo 0,8% nel 2029.

Lo scenario programmatico (con gli investimenti)  previsti dalla Regione siciliana cambia radicalmente ma solo se la Regione riuscirà a mettere a terra i 13,75 miliardi di euro stanziati per lo sviluppo nel periodo 2026-2029 (di cui ben 12,68 miliardi destinati a investimenti fissi). In questo caso, le performance stimate per il Pil siciliano decollerebbero: +1,7% nel 2026 e 2027, e addirittura +1,8% nel 2028 e 2029.Secondo i modelli statistici, ogni singolo euro investito dalle politiche regionali genererà ben 1,14 euro di Pil sul territorio.

Consumi e investimenti privati: i dati stimati

Le stime a breve termine indicano che le famiglie e le imprese siciliane continueranno a sostenere l’economia, sebbene con ritmi più prudenti rispetto al passato:

  • Potere d’acquisto e consumi: nel 2025 i consumi dei cittadini cresceranno dello 0,8%, frenati da un potere d’acquisto che aumenterà solo dello 0,4% (rispetto al forte +2,9% del 2024). Nello scenario programmatico futuro, tuttavia, la spesa pubblica per lo sviluppo darà una scossa ai consumi delle famiglie, facendoli incrementare del 3% rispetto allo scenario di base.
  • Investimenti delle imprese: dopo il segno meno registrato nel 2024 (-1,1%), gli investimenti fissi lordi torneranno in positivo, con una previsione di crescita del 2,4% nel 2025 e del 1,9% nel 2026. Con l’applicazione del piano regionale, gli investimenti delle aziende aumenteranno mediamente del 10,4%. A spingere questa voce ci saranno anche i 210 milioni della Super ZES per i crediti d’imposta.

Le performance dei settori chiave: le previsioni per edilizia, turismo e agricoltura

Il documento di programmazione delinea l’andamento atteso per i comparti trainanti dell’Isola e distingue due in crescita e uno in difficoltà:

  • Costruzioni che si conferma il settore più dinamico. Le stime prevedono una crescita del 1,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, forte di un pacchetto di gare pubbliche che è passato da 2,2 a ben 6,2 miliardi di euro.
  • Servizi e Turismo in espansione: il terziario (che produce oltre l’80% della ricchezza regionale) vedrà una crescita costante dello 0,3% nel 2025 e dello 0,5% nel 2026. A fare da traino sono le previsioni sul turismo, forti dei 23 milioni di presenze attuali e di un incremento costante degli arrivi stranieri (+7,8%).
  • Agricoltura in difficoltà perché colpita dal caro energia: dopo un buon recupero stimato per il 2025 (+3,7%), nel 2026 il comparto agricolo subirà una contrazione del 2%. Sulle performance peseranno i rincari di carburanti e fertilizzanti, amplificati dalla frammentazione delle troppe piccole imprese siciliane.

Il piano di assunzioni e l’impatto della Manovra 2026/2028

Le previsioni del DEFR incorporano anche l’impatto occupazionale e sociale. Le analisi condotte dal Servizio Statistica insieme a Prometeia stimano che, grazie agli incentivi alle assunzioni stabili, alle agevolazioni per l’edilizia privata e ai contratti legati ai nuovi investimenti, l’economia siciliana potrebbe incassare un ulteriore incremento del Pil pari a 0,5 punti percentuali all’anno nel triennio 2026-2028.

Una performance che servirebbe a dare continuità al calo della disoccupazione (scesa al 12,5% nel 2025) e a stabilizzare il rallentamento della fuga dei cervelli dall’Isola, offrendo nuove opportunità qualificate direttamente sul territorio.