Dieci mesi di lavoro, un progetto da centinaia di milioni di euro, una candidatura internazionale. Tutto si è fermato a due dalla scadenza fissata da Uefa e Figc, il 31 luglio. Il Palermo FC ha comunicato ieri ufficialmente l’interruzione dell’iniziativa per la riqualificazione dello stadio Renzo Barbera, progetto legato (anche) alla candidatura della città a ospitare le gare di Euro 2032.

La lettera di Gardini

La decisione è stata comunicata con una lettera firmata dall’Amministratore Delegato Giovanni Gardini, indirizzata al Consiglio comunale e al sindaco Roberto Lagalla.

Nel testo, il club spiega le ragioni dello stop: “Quanto sottoposto all’esame del Consiglio comunale stravolge radicalmente la proposta fatta dalla Società (all’esito di lunghe, talvolta dure e serrate, ma sempre leali interlocuzioni con gli Uffici) che, pertanto, non è in condizioni di procedere oltre nella prosecuzione dell’iniziativa”.

Secondo la società di viale del Fante, le variazioni introdotte dal ragioniere generale e dal segretario comunale hanno inciso in modo decisivo sull’equilibrio del Piano economico finanziario. Questo nonostante il club avesse già manifestato la disponibilità ad aggiungere ulteriori 30 milioni di euro per coprire la mancanza di apporto pubblico.

“Resta l’orgoglio – termina la lettera – di aver proposto qualcosa di veramente straordinario, di aver messo sul tavolo investimenti privati per oltre 250 milioni di euro e di essere stati in grado di offrire alla Città e ai tifosi uno Stadio degno delle loro giuste aspettative, assicurando la possibilità di candidarsi ad ospitare le manifestazioni di Euro 2032”.

I nodi contestati dalla società

Non si tratta di una marcia indietro della proprietà, che sul tavolo aveva messo oltre 250 milioni di investimenti privati, ma della conseguenza delle modifiche alla convenzione. Ecco i punti su cui, secondo quanto appreso dall’ANSA, si è consumata la rottura.

Il primo riguarda proprio i 30 milioni che il Palermo era pronto ad anticipare: la nuova formulazione prevederebbe che un eventuale successivo finanziamento statale resti nelle casse del Comune, anziché essere destinato a rimborsare l’investimento sostenuto dal City Football Group.

Contestato anche lo stralcio delle esenzioni fiscali inizialmente previste, pari a circa 300mila euro l’anno, con un impatto stimato attorno ai 27 milioni di euro nell’arco dei novant’anni di concessione.

Tra le altre criticità figurano l’obbligo di sostenere la manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree pubbliche esterne allo stadio per l’intero anno, e non solo durante gli eventi sportivi, e il meccanismo di revisione decennale del Piano economico finanziario, che imporrebbe al club di condividere con il Comune gli eventuali maggiori ricavi lasciando però interamente a proprio carico le perdite.

C’è, infine, l’esclusione dalla convenzione di circa 2,5 milioni di euro di crediti vantati dal Palermo per manutenzioni pregresse, che sarebbero rinviati a successivi provvedimenti.

Cosa perde la città

L’iniziativa mirava a consegnare alla città e ai tifosi un impianto moderno, con un impatto significativo sulla riqualificazione urbana dell’area circostante. A meno di un ritorno al testo condiviso inizialmente, il club ha annunciato che proseguirà il rapporto con l’amministrazione comunale nel rispetto della concessione attualmente vigente, in scadenza nel dicembre 2032.

Quindi, se il testo non dovesse tornare a quello originariamente concordato, Palermo rischia di veder sfumare la candidatura a Euro 2032 e con essa l’intero progetto di riqualificazione. Il Comune si troverebbe, inoltre, a doversi far carico di circa 20 milioni di euro di manutenzione straordinaria dell’impianto nei prossimi quattro anni.

La replica del sindaco Lagalla

Il sindaco ha diffuso ieri sera una nota in cui ridimensiona la portata delle modifiche e rilancia il dialogo.

“Dieci mesi di intenso lavoro sono oggi a un passo dalla conclusione attesa e fortemente voluta, in primo luogo dall’Amministrazione comunale e dal Palermo FC che, con il sostegno della Regione Siciliana, hanno sviluppato un confronto costante e costruttivo, giungendo, nel rispetto dei termini fissati, alla definizione di una proposta progettuale cantierabile e già completa delle autorizzazioni necessarie”, ha dichiarato Lagalla.

Sul punto centrale della contestazione, il sindaco offre una lettura opposta a quella del club: “Come è naturale che sia per un procedimento di questa rilevanza, esso è stato sottoposto al vaglio finale dei competenti uffici comunali, prima del definitivo passaggio in Aula. In tale fase sono state introdotte alcune necessarie modifiche di natura tecnico-contabile, corredate dai prescritti pareri di regolarità, che non modificano l’impostazione generale del provvedimento né alterano l’equilibrio economico-finanziario dell’intervento, che resta un progetto strategico per Palermo, con investimenti complessivi superiori a 300 milioni di euro”.

Lagalla afferma inoltre di aver già trasmesso l’atto: “L’Amministrazione comunale ha adempiuto con responsabilità ai propri compiti, trasmettendo la delibera al Consiglio comunale affinché, già da domani (oggi, n.d.r.), possa svolgere le valutazioni di propria competenza, ancorché quest’ultimo abbia già costruttivamente contribuito al confronto maturato in fase istruttoria”.

Il sindaco si dice fiducioso sul seguito: “A questo punto, sono certo che il Consiglio, nella sua autonomia, saprà affrontare l’esame degli atti con lo stesso senso di responsabilità dimostrato fin qui e con piena consapevolezza dell’immenso valore che il progetto riveste per il futuro della Città. Da parte nostra resta immutata la determinazione di proseguire nel rapporto di leale e proficua collaborazione con il Palermo FC, nella convinzione che il dialogo tra le parti sia la strada migliore per conseguire un obiettivo che appartiene all’intera Comunità”.

Un passaggio è dedicato direttamente alla tifoseria: “Ai tifosi rosanero desidero rivolgere un messaggio tranquillizzante: l’Amministrazione comunale continuerà a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità e competenze, certo che anche il Palermo FC vorrà confermare la propria disponibilità affinché un progetto così importante possa giungere a compimento, nell’interesse dello sport, di Palermo e della sua grande passione calcistica”.

La difesa degli uffici tecnici

Sul fronte amministrativo, il segretario generale Raimondo Liotta e il ragioniere generale Bohuslav Basile hanno inviato una nota ai vertici dell’amministrazione, chiedendo di tutelare l’indipendenza delle funzioni di controllo istituzionale dopo la presa di posizione del club.

I due dirigenti precisano che gli interventi introdotti dagli uffici non rappresentano posizioni personali, ma il risultato dell’esercizio delle funzioni pubbliche loro affidate, finalizzate alla tutela della legalità e del patrimonio dell’ente, anche alla luce della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale cui è sottoposto il Comune.

Nella nota chiedono al sindaco Lagalla e al presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo di riaffermare formalmente l’autonomia delle loro funzioni nelle sedi istituzionali, affinché il confronto pubblico non interferisca con i pareri tecnici ancora da esprimere. Ribadiscono, inoltre, che l’eventuale interruzione del progetto dovrebbe essere ricondotta a una scelta autonoma del club rosanero.

Liotta e Basile invitano l’amministrazione a favorire un confronto rispettoso delle reciproche competenze, evitando iniziative che possano condizionare l’attività di controllo degli uffici, e si riservano di segnalare alle autorità competenti eventuali condotte ritenute idonee a incidere sulla loro serenità professionale. L’obiettivo, si legge, è consentire che le valutazioni su un’operazione della durata di novant’anni proseguano nell’interesse della collettività.

L’affondo di Miceli

Sul fronte politico, il coordinatore regionale siciliano di Progetto Civico Italia e consigliere comunale Carmelo Miceli ha attaccato l’amministrazione: “È inaccettabile che, a soli 3 giorni dalla scadenza del termine per il sogno Euro 2032, il sindaco Lagalla non abbia ancora trasmesso al consiglio comunale la delibera sulla convenzione dello stadio Barbera”.

Miceli ha proseguito: “Una città che sogna di ospitare grandi eventi internazionali non può vivere nell’incertezza. Dinanzi a una delibera che determinerà uno degli investimenti più grandi della storia della città, dopo mesi di annunci trionfalistici, è vergognoso leggere note interne degli uffici nelle quali si lamentano carenze istruttorie e documentali. Lagalla ci faccia una cortesia: mandi in Aula la delibera così com’è e lasci al consiglio comunale il tempo di completare l’atto nel rispetto delle aspettative dei cittadini”.

E ancora: “Palermo ha diritto a uno stadio moderno e funzionale ma anche di conoscere, con il massimo della trasparenza, i benefici di cui godrà per effetto della convenzione. Lo stadio Renzo Barbera rappresenta molto più di un impianto sportivo. È un patrimonio della città, un simbolo per migliaia di famiglie, un’opportunità straordinaria. E questo consiglio comunale non lascerà che un sindaco timoroso e incerto faccia fallire una delle più grandi opportunità di sviluppo economico, turistico e occupazionale che si siano mai presentati”.

Il fronte compatto delle opposizioni

Una nota congiunta è arrivata dai consiglieri del Partito Democratico Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, di AVS Giambrone e Mangano, di Oso-Controcorrente Argiroffi e Forello, di Progetto Civico Italia Miceli e del Gruppo Misto Giaconia.

“La nota inviata oggi (ieri, n.d.r.) dal Palermo FC ai consiglieri comunali, prima ancora che il Consiglio abbia ricevuto formalmente la proposta di delibera, è un fatto gravissimo e senza precedenti. La società sostiene che il testo predisposto dall’amministrazione Lagalla stravolgerebbe radicalmente la proposta sulla quale si era sviluppato il percorso e chiede di tornare al testo precedentemente condiviso, prospettando in caso contrario l’interruzione dell’iniziativa. È una situazione che ci preoccupa profondamente, soprattutto perché arriva nel momento decisivo e quando il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli”, si legge nel documento.

I firmatari prendono però le difese dei dirigenti comunali: “Vogliamo però essere altrettanto chiari su un punto: il Ragioniere Generale e il Segretario Generale non sono e non possono diventare il bersaglio di questa vicenda. Difendiamo con fermezza la loro autonomia e la loro libertà di azione. Il loro compito è verificare gli atti, tutelare l’interesse pubblico, garantire la correttezza amministrativa e la sostenibilità giuridica ed economica delle scelte. Non è accettabile che chi svolge il proprio lavoro con rigore venga indicato come responsabile di una situazione che è il frutto di un percorso politico evidentemente non governato con la necessaria capacità e tempestività”.

L’affondo si sposta poi sul sindaco: “La domanda che il sindaco dovrebbe porsi, e alla quale dovrebbe rispondere alla città, è un’altra: come è possibile essere arrivati al 28 luglio, a pochi giorni dalla scadenza del termine, senza avere ancora una proposta definita, istruita e condivisa tra tutti i soggetti coinvolti? Se oggi il Palermo FC contesta pubblicamente il testo predisposto dal Comune e lo considera non sottoscrivibile, significa che il necessario punto di equilibrio tra le diverse esigenze non è stato trovato per tempo e che il sindaco, sempre più chiuso al dialogo, non ha voluto e saputo aprire un confronto vero per il bene della città. E questa, lo ribadiamo, è una responsabilità politica”.

Nel documento si legge inoltre: “Non può essere la struttura amministrativa a pagare il prezzo di una gestione politica arrivata all’ultimo minuto senza aver costruito per tempo le condizioni necessarie per un accordo. E non può essere nemmeno il Consiglio comunale a essere messo davanti a un bivio all’ultimo secondo, chiamato a decidere su un atto che ancora non ha formalmente ricevuto e sul quale le parti sembrano oggi avere posizioni profondamente distanti. La città, però, non vuole assistere a questo fallimento”.

I consiglieri si dicono comunque pronti a fare la loro parte: “Palermo tiene moltissimo a questa partita. La candidatura agli Europei del 2032 rappresenta un’occasione che va ben oltre lo stadio: riguarda il futuro della città, la sua credibilità, la capacità di attrarre investimenti e di tornare protagonista sul piano nazionale e internazionale. Per questo siamo pronti a fare la nostra parte. Siamo pronti a lavorare in Consiglio comunale fino all’ultimo minuto utile, con convinzione e responsabilità. Ma perché questo sia possibile servono atti definiti, un percorso trasparente e il pieno rispetto dei ruoli”.

La chiusura, infine, è un richiamo diretto al primo cittadino: “Il Consiglio deve poter discutere e votare. Gli uffici devono poter svolgere liberamente e senza condizionamenti il proprio lavoro. La politica deve assumersi le proprie responsabilità. Noi difenderemo sempre l’autonomia di chi ha il compito di garantire la legittimità degli atti e, contemporaneamente, faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per non far perdere a Palermo questa opportunità. Se gli Europei sono davvero un obiettivo strategico per Palermo, il sindaco dimostri finalmente di essere all’altezza della responsabilità che gli è stata affidata. Non cerchi colpevoli tra i tecnici per un percorso che la politica avrebbe dovuto governare. Il tempo degli alibi è finito. Adesso servono capacità, responsabilità e atti concreti”.