Oggi ricorre il 37° anniversario dell’uccisione dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio. Il delitto viene ricordato a Palermo anche se avvenne a Carini. Una vicenda che grida ancora cercando verità e giustizia negati. Non ci sono più i genitori di Nino, non c’è più il padre di Nino, Vincenzo, con la barba lunga fatta crescere appositamente come protesta silenziosa per ricordare il tempo passato e continuare a chiedere, senza urlare, che sia fatta giustizia.
Nino, agente in servizio al commissariato San Lorenzo di Palermo, avrebbe fatto parte dei servizi segreti. La moglie, incinta, fu assassinata con lui perché, secondo gli accertamenti, potrebbe aver riconosciuto il killer. La storia di queste indagini è costellata di molteplici depistaggi.
Il ricordo del Presidente Schifani
“A 37 anni da quel tragico 5 agosto 1989, il loro ricordo resta vivo nella memoria della Sicilia” dice il Presidente della Regione renato Schifani con un post social.
“Ricordare Agostino e Castelluccio significa rinnovare l’impegno delle istituzioni per la verità, la giustizia e la legalità. La Regione Siciliana è vicina alle loro famiglie e a quanti, in questi anni, hanno continuato a chiedere piena verità su quella tragica vicenda” conclude il governatore.
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla
“Oggi Palermo ricorda Nino Agostino e Ida Castelluccio, assassinati dalla mafia il 5 agosto 1989. Ricordarli significa riaffermare il valore di due giovani vite spezzate dalla violenza mafiosa e il dovere delle istituzioni di continuare a cercare tutta la verità” gli fa eco il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
“In questo anniversario il nostro pensiero va anche a Vincenzo Agostino, che ha dedicato il resto della sua vita a chiedere giustizia per suo figlio ed è diventato il simbolo di una ricerca instancabile e di una dignità che ha parlato all’intero Paese. Oggi sentiamo il dovere di dire che Palermo non dimentica. Onorare Nino, Ida e l’esempio di Vincenzo Agostino significa custodire una memoria che ci richiama, ogni giorno, alla responsabilità, alla giustizia e al rifiuto di ogni forma di mafia”.






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