Palermo. É forte il disappunto di Uilm Palermo, la Uiltec Sicilia e la Fim Cisl Palermo Trapani per l’esito della trattativa relativa alla gestione del contratto d’appalto dei “Servizi di conduzione, sorveglianza, controllo e manutenzione straordinaria degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane” di Amap, affidato all’Ati Veolia Italia.
Il contratto, suddiviso in lotti, prevede la conduzione e la manutenzione straordinaria degli impianti di depurazione in diversi Comuni della provincia di Palermo. Alla scadenza del primo lotto, l’appaltatore, preso atto della volontà di Amap di non concedere una proroga tecnica, non ha rinnovato i contratti a tempo determinato.
Le organizzazioni sindacali si sono subito attivate proclamando lo stato di agitazione, chiedendo l’apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione e la convocazione di un tavolo in Prefettura a Palermo. Nonostante ciò, non si è registrato alcun esito positivo. É stato chiesto l’intervento del Comune di Palermo, socio di maggioranza di Amap, che tramite la III Commissione consiliare ha convocato le parti per favorire un confronto. Anche il sindaco Roberto Lagalla ha invitato Amap a individuare una soluzione alla criticità emersa. Tuttavia, l’azienda non ha preso parte all’incontro e ha fatto sapere di non voler concedere alcuna proroga. I sindacati esprimono forte preoccupazione per le conseguenze di questa posizione che potrebbe portare a breve al licenziamento di altri lavoratori. La mancata concessione della proroga tecnica rischia infatti, non solo di compromettere i livelli occupazionali ma anche di impedire il completamento di importanti manutenzioni straordinarie sugli impianti. La proroga, sottolineano le organizzazioni sindacali, sarebbe utile per garantire continuità al servizio, tutelare l’occupazione e valutare eventuali ulteriori soluzioni. Per questo Uilm Palermo, Uiltec Sicilia e Fim Cisl Palermo Trapani, con i segretari Giovanni Gerbino, Maurizio Terrani e Antonio Nobile, chiedono alle autorità competenti di “attivarsi con urgenza per scongiurare ulteriori pesanti ricadute sociali e occupazionali”.
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