L’estate 2026 si apre con un cambiamento significativo nelle abitudini dei viaggiatori: cresce il turismo di prossimità. Una tendenza che riflette l’attuale contesto economico e geopolitico, caratterizzato da rincari, incertezze e una maggiore attenzione alla sicurezza. Secondo i dati dell’Osservatorio Fiavet-Confcommercio, condotto sulle agenzie di viaggio associate, il turismo organizzato mostra una sostanziale stabilità, pur in un quadro internazionale complesso. Il trend più evidente è l’aumento delle prenotazioni verso mete vicine, facilmente raggiungibili e considerate più sicure.

La Sicilia tra le destinazioni preferite

Le scelte dei viaggiatori confermano la centralità delle isole maggiori, con Sardegna e Sicilia tra le mete più richieste. Il mare italiano è indicato dal 63% delle agenzie, seguito dai Paesi del Mediterraneo occidentale (Spagna e Portogallo, 41%), dalle capitali europee e dal Nord Europa (41%). La Grecia e le sue isole raccolgono il 26% delle preferenze, mentre il Nord America si attesta al 15%. La situazione geopolitica nel Medio Oriente ha inciso in modo rilevante: il 56% delle agenzie ha registrato cambi di destinazione forzati verso altri continenti e il 22% ha ricevuto richieste specifiche di voli diretti. Sul piano economico, il 70% delle agenzie prevede ulteriori aumenti dei biglietti sulle rotte verso l’Oriente, compresi tra il 15% e il 30%. L’incertezza ha influenzato anche il segmento dei viaggi di nozze: nel 45% dei casi le coppie sono riuscite a mantenere la destinazione originaria grazie al supporto delle agenzie, mentre il 30% ha optato per mete alternative, soprattutto Nord America, Messico e Polinesia. Stabile il comparto crociere: il 59% delle agenzie registra vendite in linea con gli anni precedenti e l’11% segnala un incremento. Le destinazioni più richieste restano il Mediterraneo Occidentale, il Nord Europa e i fiordi.

Prenotazioni in calo, cresce il last minute

Il quadro generale è segnato da una forte prudenza, legata alle tensioni geopolitiche e all’aumento dei costi dei trasporti, in particolare sulle rotte a lungo raggio. I dati Fiavet indicano una fase di assestamento rispetto ai numeri record del 2025: il 59% delle agenzie segnala un calo delle prenotazioni superiore al 15%, il 22% una flessione tra il 5% e il 15%, mentre il 15% registra volumi stabili e il 4% una crescita. Nonostante ciò, gli italiani non rinunciano a viaggiare. Cambia però il modo di farlo: il 67% delle agenzie rileva un aumento significativo delle prenotazioni last minute, segno di consumatori più prudenti e orientati a decisioni ravvicinate alla data di partenza.

L’impatto dei rincari

L’aumento dei costi del carburante e delle tariffe aeree ha inciso sui preventivi, ma nel 67% dei casi i rincari hanno riguardato solo le nuove quotazioni. Il 22% delle agenzie segnala che parte degli aumenti è stata assorbita dai partner commerciali. I viaggiatori, tuttavia, non rinunciano alla vacanza: il 33% ha accettato gli aumenti pur di non modificare i piani, mentre il 19% ha rimodulato il budget, riducendo la durata del soggiorno o scegliendo servizi più economici.

Perché cresce il turismo di prossimità

La preferenza per mete vicine è determinata da diversi fattori: aumento dei prezzi dei voli, soprattutto verso l’Oriente, maggiore attenzione alla sicurezza, ricerca di esperienze autentiche e legate ai territori, interesse per mete meno affollate, come borghi e aree interne e maggiore accessibilità economica e logistica.

Il ruolo delle agenzie e dei tour operator

Agenzie di viaggio e tour operator stanno adattando l’offerta alle nuove esigenze dei turisti, puntando su soluzioni flessibili, personalizzate e legate al territorio. La collaborazione tra agenzie, operatori e compagnie aeree è sempre più strategica per garantire stabilità al mercato e rispondere alla domanda crescente di viaggi verso destinazioni vicine, sicure e accessibili.