C’è una data che il sindaco di Lampedusa e Linosa indica come spartiacque: il 12 settembre 2023, quando sull’isola arrivarono diecimila persone nel giro di poche ore.

Da lì, sostiene Filippo Mannino, è cambiato l’approccio. E oggi il fenomeno degli sbarchi sulle Pelagie risulta quasi inesistente rispetto agli anni passati.

I numeri citati dal sindaco

“È evidente che il lavoro sul fronte immigrazione che il Governo ha iniziato dal fatidico 12 settembre 2023, quando arrivarono sull’isola nel giro di poche ore 10 mila persone, sta dando i suoi frutti”, afferma il primo cittadino.

E prosegue elencando le cifre: “Sono i numeri che parlano: siamo passati da 100.938 migranti nel 2023, ai 45.882 del 2024, ai 49.687 lo scorso anno. E quest’anno, con 9.248 migranti sbarcati ad oggi a Lampedusa, stiamo registrando un numero ancora più basso”.

Il passaggio da emergenza a gestione strutturale

Il sindaco attribuisce il cambiamento a un lavoro condiviso con il livello nazionale. “Questa gestione del fenomeno migratorio a Lampedusa è anche il frutto del lavoro sinergico che il Comune ha fatto con il ministero dell’Interno, che ha ascoltato tutte le nostre richieste, riuscendo a trasformare un fenomeno emergenziale con una gestione improvvisata in strutturale”, ha dichiarato.

Poi il riferimento all’isola: “Ma la comunità in questi anni ha fatto grossi sacrifici in tutti i campi pur di gestire al meglio questa situazione”.

Cosa funziona oggi

Alla domanda su cosa sia cambiato in concreto, Mannino risponde che molto, rispetto al passato, “funziona. E anche bene”.

Il primo elemento riguarda i tempi. “Oggi c’è una pronta risposta su tutto: sui trasferimenti, che avvengono velocemente e l’hotspot non finisce più al collasso con migliaia di persone in attesa di essere trasferite”, ha spiegato

Il secondo riguarda l’organizzazione interna, “affidata alla Croce Rossa che ha una gestione ottimale, professionale e umana”.

I servizi collegati agli sbarchi

Il sindaco elenca poi gli interventi che ruotano attorno alla gestione degli arrivi. “Ci sono anche i servizi connessi agli sbarchi: la questione spazzatura, la gestione delle salme e il potenziamento dei servizi sanitari fatto con il Governo, ad esempio l’ambulatorio mobile di Ginecologia e il servizio di Pediatria fatto con l’Asp 6 di Palermo”, ha osservato

I nodi ancora aperti

Il bilancio non è, però, privo di criticità e il primo cittadino le indica esplicitamente. “C’è ancora qualcosa da aggiustare con la Prefettura di Agrigento, così come resta da risolvere il problema creato dalle barche dei migranti affondate i cui resti finiscono sulle nostre coste”, ha concluso