Il caos provocato dalla cenere vulcanica dell’Etna riaccende lo scontro politico sulla gestione dell’aeroporto di Catania. I capigruppo al Consiglio comunale di Catania Bruno Brucchieri (MPA), Piermaria Capuana (Forza Italia) e Maurizio Zarbo (Lega) contestano la risposta della SAC all’emergenza e chiedono ai vertici della società di presentarsi in Aula.

“Avevamo lanciato l’allarme pubblicamente, sulla stampa e in Aula, dopo il precedente episodio di ricaduta di cenere vulcanica. Siamo stati ignorati. Oggi il caos che sta travolgendo l’Aeroporto di Catania dimostra che avevamo ragione e che la governance di SAC non è stata capace di preparare lo scalo a un fenomeno che in questo territorio è del tutto prevedibile”.

È questo il punto di partenza della presa di posizione: secondo i tre esponenti, l’attività dell’Etna non può essere considerata un evento imprevedibile e il sistema aeroportuale avrebbe dovuto essere preparato a gestirne le conseguenze. “La cenere vulcanica non è un evento eccezionale. È una condizione strutturale con la quale Catania convive da sempre”.

Passeggeri, assistenza e gestione dell’emergenza

Nel mirino finiscono le conseguenze operative della crisi. I capigruppo riferiscono di “assenza di informazioni, assistenza insufficiente, mancanza di ristoro, indicazioni contraddittorie e totale incertezza sulle soluzioni alternative”.

La critica investe anche le ripercussioni sull’economia cittadina: “Cittadini bloccati, lavoratori in difficoltà, attività economiche danneggiate, prenotazioni annullate, strutture ricettive penalizzate e un’immagine della città devastata agli occhi dei visitatori”.

I tre consiglieri precisano di apprezzare l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore Alessandro Aricò, ma lo interpretano anche come un elemento che pone interrogativi sulla capacità di risposta autonoma della società. “Il fatto stesso che sia dovuta intervenire la Regione dimostra l’inadeguatezza della risposta fornita autonomamente da SAC”.

Il caso Comiso

Nel documento viene poi affrontato il nodo dello scalo di Comiso, indicato come possibile alternativa durante le difficoltà dell’aeroporto etneo. I capigruppo contestano però la capacità di Comiso di assorbire il traffico di Catania e richiamano la gestione unitaria dei due aeroporti.

“Dopo anni di annunci, piani industriali e dichiarazioni sulla complementarità dei due scali, scopriamo che quella complementarità esiste solo nei comunicati stampa”. La questione diventa quindi più ampia della gestione dell’attuale emergenza e investe il funzionamento complessivo del sistema aeroportuale.

I vertici SAC in Consiglio comunale

La richiesta finale è un confronto istituzionale. I tre capigruppo chiedono ai vertici della società di presentarsi immediatamente in Consiglio comunale per chiarire cosa sia accaduto e quali misure intendano adottare.

“I vertici della società devono presentarsi immediatamente in Consiglio comunale e spiegare ai cittadini cosa non ha funzionato, quali responsabilità esistono e quali misure intendano adottare”. Nel richiamare il ruolo del Comune e della Città Metropolitana, soci della società, i consiglieri sostengono che la partecipazione pubblica debba accompagnarsi a un controllo e a un confronto con la città. “Presentarsi in Consiglio non è una cortesia: è un obbligo istituzionale”.

La conclusione guarda alla governance di SAC. “L’Etna eruttava ieri, erutta oggi ed erutterà domani; ciò che deve cambiare radicalmente è la governance di SAC”, affermano Brucchieri, Capuana e Zarbo.