Ennesimo episodio di violenza ai danni di un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Un paziente, in evidente stato di forte aggressività perché pretendeva di essere ricoverato, ha dato in escandescenze, scagliandosi contro presidi e attrezzature, danneggiando computer e stampanti e arrivando persino a divellere alcuni carrelli di lavoro.

“Da tempo segnaliamo la pericolosità e l’inadeguatezza dell’area triage – dice Marco Pirrone, dirigente sindacale Nursind – e purtroppo si è verificato quello che temevamo: un episodio di aggressione ai danni di un collega. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire”.

Particolarmente critica è la situazione nell’area triage e “Navi”, dove gli infermieri in servizio devono effettuare prelievi, somministrare terapie e assistere contemporaneamente pazienti barellati e non. Spazi già fortemente congestionati nei quali, oltre ai pazienti, spesso si registra anche la presenza non adeguatamente regolamentata dei familiari. A rendere il quadro ancora più preoccupante è la carenza di personale Infermieristico e operatori sociosanitari. Il personale infermieristico è costretto a gestire un carico di lavoro enorme, mentre spesso è presente un solo operatore destinato al barellaggio e al trasporto dei pazienti verso gli esami diagnostici, tra cui Tac, radiografie ed ecografie.

“Questi ambienti non garantiscono condizioni di sicurezza adeguate – sottolinea Giampiero Buglisi, segretario aziendale Nursind –. Gli infermieri lavorano in spazi dove si concentrano pazienti, familiari, barelle, attrezzature e attività assistenziali differenti. È una situazione che rende estremamente difficile controllare ciò che accade e intervenire tempestivamente quando una persona manifesta comportamenti aggressivi”.

Il sindacato evidenzia quindi una questione che non può essere ricondotta al singolo episodio: la sicurezza non può essere garantita soltanto chiedendo maggiore attenzione agli operatori, ma deve necessariamente passare dall’organizzazione del lavoro.

“Abbiamo segnalato più volte queste criticità – concludono Buglisi e Pirrone –. Non è accettabile che infermieri e operatori sanitari debbano lavorare quotidianamente in condizioni di sovraffollamento, con carichi di lavoro eccessivi, personale insufficiente e il rischio concreto di aggressioni. Servono interventi immediati sull’organizzazione, sugli organici e soprattutto sulla sicurezza degli spazi del Pronto Soccorso. La situazione è ormai insostenibile e intollerabile”.

La carenza di personale, soprattutto infermieristico e Oss è una delle motivazioni per cui Nursind ha aderito allo stato di agitazione proclamato da tutte le organizzazioni sindacale e dalla Rappresentanza sindacale.