La riapertura operativa dello scalo di Cala Pisana, disposta il 16 agosto 2026 dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa, finisce al centro di una segnalazione formale del Comitato Autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Siciliana.

Il presidente del Comitato, Francesco Caruso, ha indirizzato una comunicazione all’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa, alla Prefettura di Agrigento, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale Porti.

Al centro della segnalazione vi sono le condizioni strutturali della banchina di Cala Pisana, le modalità con cui è stato espresso il parere favorevole alla riapertura e la presunta mancata convocazione di rappresentanti sindacali alla seduta del Comitato di Sicurezza Portuale del 14 agosto.

La riapertura dello scalo e il parere del Comitato di Sicurezza Portuale

Secondo quanto riportato nella segnalazione, l’ordinanza del 16 agosto avrebbe disposto la riapertura di Cala Pisana per traffico commerciale e passeggeri di linea, facendo seguito ai lavori di ripristino eseguiti nell’area e al parere favorevole espresso dal Comitato di Sicurezza Portuale nella riunione del 14 agosto.

Il Comitato Autotrasportatori, tuttavia, sostiene di aver raccolto, attraverso contatti con operatori del settore marittimo e portuale, elementi che richiederebbero ulteriori verifiche prima della piena operatività dello scalo.

I dubbi sulle condizioni della banchina

La principale criticità evidenziata riguarda la struttura portante della banchina. Nella segnalazione si riferisce che le teste dei piloni di sostegno potrebbero trovarsi in condizioni di avanzato degrado e marcitura. Secondo quanto riportato dal Comitato, gli interventi effettuati avrebbero interessato principalmente il piano di calpestio, senza comprendere — sempre secondo le informazioni ricevute — opere di consolidamento delle strutture portanti sottostanti.

Si tratta di una circostanza che, qualora confermata da verifiche tecniche, assumerebbe particolare rilievo in relazione all’utilizzo della banchina per il traffico commerciale e l’imbarco e sbarco di automezzi pesanti.

Il Comitato chiede quindi che venga effettuato un accertamento tecnico indipendente sulle condizioni dei piloni, delle strutture di sostegno e della capacità portante della banchina.

Il nodo delle prove di carico e dei collaudi

Nella propria comunicazione, il Comitato richiama inoltre la normativa tecnica applicabile alle opere portuali e alle strutture destinate al transito e all’operatività di mezzi pesanti, sostenendo la necessità di verificare l’esistenza di collaudi, certificazioni e prove di carico idonei a garantire la sicurezza della struttura.

La segnalazione richiama in particolare le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (NTC 2018) e chiede di accertare se siano stati eseguiti tutti gli adempimenti tecnici necessari in relazione alla destinazione commerciale dello scalo.

Su questo punto, il documento formula una richiesta di verifica, senza affermare come definitivamente accertata l’assenza dei collaudi: secondo il Comitato, infatti, dagli elementi raccolti non risulterebbe l’avvenuta esecuzione di tutti gli adempimenti tecnici indicati.

La questione dovrà quindi essere verificata dagli organi competenti attraverso l’esame della documentazione tecnica, dei certificati e degli atti amministrativi relativi alla riapertura.

La presunta mancata convocazione dei rappresentanti sindacali

Un secondo profilo riguarda l’iter procedurale seguito prima della riapertura.

Il Comitato sostiene che i rappresentanti sindacali indicati come membri di diritto della Commissione Portuale non sarebbero stati convocati alla seduta del 14 agosto 2026 nella quale sarebbe stato espresso il parere favorevole.

La circostanza, si legge nella segnalazione, sarebbe stata confermata direttamente dagli interessati.

Anche questo aspetto viene sottoposto all’attenzione delle autorità destinatarie, alle quali viene chiesto di verificare la regolarità della convocazione, la composizione dell’organismo e i contenuti della seduta del 14 agosto.

Sicurezza di lavoratori, passeggeri e autotrasportatori

Per il Comitato Autotrasportatori, la questione non riguarda soltanto gli aspetti amministrativi della riapertura, ma soprattutto la sicurezza delle persone e dei mezzi che utilizzano lo scalo.

L’eventuale presenza di criticità strutturali non ancora adeguatamente verificate potrebbe infatti assumere particolare rilevanza in caso di utilizzo della banchina da parte di mezzi commerciali pesanti.

Nella segnalazione viene pertanto richiamato il principio di massima cautela, con particolare riferimento alla tutela di equipaggi, passeggeri, lavoratori portuali e autotrasportatori.

La richiesta: sospendere l’ordinanza e verificare la struttura

Alla luce delle criticità segnalate, il Comitato chiede innanzitutto la sospensione immediata degli effetti dell’ordinanza del 16 agosto 2026, almeno fino al completamento delle verifiche tecniche e strutturali richieste.

La richiesta comprende un controllo sullo stato dei piloni e delle opere di sostegno della banchina, nonché l’accertamento dell’eventuale esistenza di collaudi e prove di carico conformi alla normativa tecnica applicabile.

Parallelamente, viene chiesto di verificare la regolarità dell’iter seguito dal Comitato di Sicurezza Portuale nella riunione del 14 agosto e di accertare se tutti i soggetti aventi titolo siano stati regolarmente coinvolti.

Infine, il Comitato sollecita l’attivazione degli organi competenti per le verifiche di legge e per l’eventuale accertamento di responsabilità, qualora dagli accertamenti dovessero emergere irregolarità.

Un dossier che ora chiama in causa le autorità competenti

La segnalazione apre dunque un fronte di attenzione sulla riapertura di Cala Pisana, chiedendo che la piena operatività dello scalo venga valutata alla luce di sicurezza strutturale, conformità tecnica e regolarità amministrativa.

Le circostanze evidenziate dal Comitato costituiscono, allo stato, segnalazioni e richieste di verifica e dovranno essere riscontrate attraverso gli atti ufficiali e gli accertamenti degli organismi competenti.