Urla, minacce, bottiglie brandite come armi. Per oltre mezz’ora, ieri sera, corso Timoleonte, all’incrocio con via Eumelo, è tornato ad essere teatro di violenza. Residenti affacciati alle finestre, chiamate alle Forze dell’Ordine, volanti arrivate quando i protagonisti dello scontro si erano già dileguati. Un episodio che, preso da solo, potrebbe sembrare uno dei tanti litigi di una sera d’estate. Calato nel contesto della Borgata, racconta però qualcosa di più strutturale.
Una strada segnata da anni di segnalazioni
Da tempo residenti e commercianti di corso Timoleonte denunciano un clima di insicurezza permanente. Già nel maggio 2025 il consigliere comunale Ivan Scimonelli (lista civica Insieme) aveva parlato di “risse ricorrenti, consumo incontrollato di alcol per strada, spaccio di stupefacenti, prostituzione e vandalismo” riferiti da residenti e commercianti della zona. Segnalazioni, va precisato, non accertamenti giudiziari: un quadro di percezione diffusa di degrado che si trascina da anni senza una risposta strutturale.
Il 2021, l’omicidio in via Ierone II
Non è la prima volta che la zona finisce sotto i riflettori per fatti di sangue. Nel luglio 2021 un giovane nigeriano fu accoltellato e ucciso in via Ierone II, strada adiacente a corso Timoleonte, nel cuore della Borgata Santa Lucia. All’indomani dell’arresto del presunto responsabile, il Comitato Timoleonte, nato pochi mesi prima da un esposto alle istituzioni, lanciò un appello duro: “Temiamo che questa non sia altro che la prima di una lunga serie di azioni violente” che attendeva “i residenti della Borgata Santa Lucia che vivono, in particolare, in corso Timoleonte e zone adiacenti”. Il comitato denunciava già allora un corso Timoleonte ridotto a “bivacco a tutte le ore, sede di spaccio di ogni tipo di sostanza e luogo dove si raduna il peggio della città”, chiedendo “una azione più forte e risolutiva”.
Il 2022, la gambizzazione
L’allarme del comitato si sarebbe rivelato tutt’altro che infondato. Il 30 dicembre 2022, in pieno giorno, un uomo di 39 anni, Luca Costanzo – poi diventato collaboratore di giustizia – fu ferito alle gambe da colpi di arma da fuoco proprio in corso Timoleonte. Un agguato che gli inquirenti hanno poi ricondotto ai contrasti interni ai vertici della cosca della Borgata, in un contesto di regolamento di conti legato al controllo del gruppo criminale: un episodio che mostrava quanto la zona fosse esposta a dinamiche di violenza organizzata, ben oltre la semplice conflittualità da mala movida.
Il precedente più recente: il locale chiuso per 15 giorni
Anche nelle ultime settimane la tensione non si è mai allentata. Lo scorso 11 agosto la Questura di Siracusa ha disposto la sospensione della licenza per 15 giorni di un’attività commerciale di vicinato alimentare di via Isonzo, a pochi passi da corso Timoleonte. Il provvedimento, firmato dal Questore al termine di un’attività di osservazione della Divisione Amministrativa, è arrivato dopo mesi di esposti: avventori che si trattenevano fino a tarda notte, bivacchi, imbrattamenti, degrado degli spazi pubblici e risse, in alcuni casi legate allo stato di ubriachezza dei frequentatori. Per il Questore, l’esercizio costituiva un “grave nocumento per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
La denuncia del consigliere Cavallaro
Sulla rissa di ieri è intervenuto questa mattina il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale, Paolo Cavallaro, che ha trasmesso una nota al Prefetto e al Questore di Siracusa, al Sindaco e al Comandante della Polizia Municipale. Cavallaro parla di “momenti di fortissima tensione, con urla, minacce e persone che si fronteggiavano, alcune delle quali con bottiglie in mano, brandite durante lo scontro”, episodi che “hanno destato grande paura tra gli abitanti”.
Il consigliere punta il dito anche su un impegno istituzionale rimasto lettera morta: “La situazione della Borgata è già stata oggetto di una seduta aperta del Consiglio comunale, nel corso della quale l’Amministrazione aveva assunto l’impegno di intervenire anche attraverso un’ordinanza che prevedesse, quantomeno, limitazioni alla vendita di bevande alcoliche oltre una determinata ora. Di quell’impegno, però, non si è saputo più nulla”.
Cavallaro chiede “un rafforzamento dei controlli nell’area di corso Timoleonte e via Eumelo, soprattutto nelle fasce serali e notturne” e un’azione coordinata: “Il mio è soprattutto un appello affinché Prefettura, Questura e Comune affrontino insieme e in maniera strutturale questa situazione”. E ammonisce: “La Borgata non può abituarsi alle urla, alle liti e alla paura. Dopo anni di segnalazioni occorre passare dalla gestione delle singole emergenze alla prevenzione”.
Il tentato omicidio di via Von Platen
A distanza di pochi giorni dalla rissa di corso Timoleonte, un altro episodio ha scosso la città: il tentato omicidio in via Von Platen, non lontano dalla Borgata, dove un uomo in sella a uno scooter ha aperto il fuoco contro un padre e un figlio a bordo di un apecalessino, in pieno giorno, davanti ad altre persone. Le vittime, oggi fuori pericolo, sono state raggiunte da colpi di fucile in un episodio che gli investigatori legano a un diverbio nell’ambito degli interessi economici legati al settore degli ape calessini, comparto da anni segnato da abusivismo e sospette infiltrazioni criminali.
Una città che si interroga
Un omicidio nel 2021, una gambizzazione nel 2022, la chiusura di un locale e un tentato omicidio a pochi giorni di distanza nell’agosto 2026, e nel mezzo una scia ininterrotta di segnalazioni su risse, spaccio e degrado mai del tutto raccolte dalle istituzioni. Episodi diversi per gravità e matrice, ma concentrati nello stesso perimetro urbano, in un arco di cinque anni che sembra ripetere sempre lo stesso copione.






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