La crisi di governance della Fondazione Inda arriva ora anche in consiglio comunale a Siracusa. Il gruppo del Partito Democratico, con i consiglieri Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, ha depositato una richiesta di convocazione urgente affinché il sindaco Francesco Italia, nella sua triplice veste di primo cittadino, assessore ad interim alla cultura e presidente dell’Inda, riferisca in aula sulle dimissioni del sovrintendente Daniele Pitteri.

L’addio di Pitteri

L’addio di Pitteri, reso pubblico il 17 agosto, arriva dopo soli sedici mesi dalla nomina ministeriale e rappresenta la terza uscita anticipata in meno di quattro anni, dopo quelle di Valeria Told e Antonio Calbi. Un ricambio talmente frequente da svuotare di fatto la carica, nonostante lo statuto preveda un mandato quadriennale.

La lettura del Pd

Per i consiglieri dem, dietro quella che definiscono una vera e propria girandola ai vertici si celano, si legge nella nota del gruppo, “incomprensioni, divergenze, malessere, frutto di scontro tra i compiti ed i poteri della carica di sovrintendente e quelli del consiglio di amministrazione”. Una lettura che coincide, punto per punto, con quanto raccontato dagli stessi protagonisti usciti di scena negli ultimi anni.

Zone d’ombra

Il Pd punta il dito contro l’immobilismo dell’amministrazione comunale e la mancanza di mediazione politica sul tema. Nella nota si parla apertamente di “zone d’ombra nello Statuto” che si celerebbero “dietro questi ripetuti, continui abbandoni”. I consiglieri denunciano il rischio che l’istituto finisca per “bruciare rapidamente coloro che lo hanno ricoperto”, e chiedono all’amministrazione di “avere il coraggio una volta per tutte di risolverle e di stabilire in maniera certosina l’ambito ed i confini dei poteri”.

L’obiettivo dichiarato della richiesta è aprire un dibattito trasparente in aula, per “assumere le più opportune iniziative politiche a salvaguardia della regolare attività dell’INDA e del suo buon nome”.

Il nodo che non cambia

La richiesta del Pd si innesta su un problema già segnalato da chi l’Inda l’ha vissuta dall’interno. Calbi non fu confermato nella terna di rinnovo nel 2022, Told lasciò nel febbraio 2024 denunciando un assetto di governance che consente ingerenze continue nelle decisioni artistiche, e Pitteri si è dimesso a pochi mesi dalla nomina in un clima di rapporti ormai compromessi con i vertici dell’istituto. Tre nomi diversi, la stessa dinamica: un sovrintendente che gestisce funzioni artistiche e amministrative pur sedendo anche in consiglio di amministrazione con diritto di voto.

Ora la palla passa al presidente del Consiglio chiamato a decidere se convocare il sindaco Italia per un chiarimento pubblico.


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