Carlo Auteri è il nuovo commissario provinciale della Dc a Siracusa. La nomina arriva dopo l’azzeramento dell’attuale coordinamento provinciale, il cui assetto era già cambiato in seguito alla fuoriuscita di Salvo Andolina, che si è dimesso nel novembre dello scorso anno,  e alla permanenza del solo Giuseppe Castania, a cui Auteri ha rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto. Restano invece confermati i commissari cittadini, chiamati a garantire continuità nei rispettivi comuni. Deputato regionale eletto nel collegio di Siracusa, Auteri ha aderito alla Dc il 4 giugno 2025, entrando nel gruppo parlamentare all’Ars. Lo abbiamo intervistato all’indomani della nomina.

Partiamo dalla nomina. E’ congelata la stagione dei congressi?

Siamo in una fase di costruzione di nuovi scenari politici. Da settembre si aprirà un nuovo percorso, ma non è una priorità legata al congresso in sé, quanto alla trasformazione politica della base a livello nazionale. Per questo abbiamo azzerato l’incarico dei commissari provinciali: per aprire una nuova fase.

Qualche settimana fa lei aveva parlato di un accordo con la Lega. Ma i quadri nazionali del partito lo avrebbero sconfessato…

Io non ho mai avuto questa percezione. Non abbiamo mai chiesto ordini dall’alto. Quello che si consolidò un anno fa a Ribera, in una riunione pubblica alla presenza di diversi esponenti nazionali del Carroccio, è una collaborazione che io confermo pienamente e su cui sono pienamente d’accordo. Se qualcuno dice il contrario, dovrebbe portare fatti, documenti, cose pubbliche. Io e tante altre persone del mio partito riteniamo che sia stata una scelta intelligente, ed è una scelta che si è consolidata, non smantellata, in un anno. È così che funziona la crescita politica: alleanze e accordi servono a migliorare la propria posizione. E la Lega, ricordiamolo, è un partito nazionale, non regionale.

C’è stato anche un appello al centrismo da parte del leader del Mpa Raffaele Lombardo…

Per quello che so io, non so a chi fosse rivolto questo appello. Noi non siamo mai stati interpellati. Non siamo mai stati coinvolti in un eventuale ragionamento sui centristi. Al momento siamo interessati a fare un ragionamento diverso, quello di un centrodestra unito, partendo dal presupposto di essere protagonisti, in vista delle prossime regionali e delle prossime nazionali.

 La settimana scorsa Peppe Germano, vice coordinatore regionale di Noi Moderati, ha detto che in provincia di Siracusa manca un tavolo del centrodestra. È una prospettiva auspicabile?

Il centrodestra in provincia di Siracusa deve togliersi di dosso la malattia dei protagonismi. Se c’è l’umiltà di fare un passo indietro, senza che ognuno dica “sono io il numero uno”, allora l’appello di Germano è intelligente, perché sono convinto che un centrodestra unito porti risultati. Se domani si dovesse tornare a ragionare di alleanze anche a livello provinciale, io credo che si debba trovare un metodo. Il metodo Cencelli è quello che negli ultimi ottant’anni ha sempre portato risultati in politica: si ragiona sui rapporti di forza, non sui personalismi degli esponenti di partito. Se ognuno pensa di essere lui il numero uno e basta, non si va da nessuna parte. Più si continua con i personalismi, più si smantella qualsiasi ragionamento politico di centrodestra.