Botta e risposta a distanza sul Parco degli Iblei. Mentre il tavolo tecnico riaperto il 3 agosto tra Ministero, Regione e ISPRA viene presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata come un segnale di apertura, per Carlo Auteri, deputato regionale della Democrazia Cristiana, si tratta di un risveglio tardivo, arrivato solo dopo che il TAR di Catania ha dichiarato illegittimo il silenzio di Regione e Ministero sull’iter istitutivo del Parco.

L’attacco al deputato nazionale di FdI Cannata

“Bastava fare un emendamento, anzi un micro emendamento, e magari parlare con il ministro illustrando le criticità legate al Parco degli Iblei. Ma in realtà in quattro anni non è stato fatto nulla”, attacca Auteri, che punta il dito contro il deputato nazionale di FdI ricordando come la zona sud della provincia di Siracusa, quella non toccata dalla perimetrazione, sia rimasta fuori dall’orizzonte di interesse del parlamentare. “Capisco che la zona sud della provincia di Siracusa non interessa al deputato nazionale Cannata perché non è intaccata dalla perimetrazione del Parco”, dice.

L’affondo all’assessore regionale di FdI

Non risparmiata nemmeno l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, anch’essa di Fratelli d’Italia. Secondo Auteri il territorio montano è coperto nella sua stragrande maggioranza dal Parco degli Iblei, una criticità segnalata da tempo non solo da lui ma anche da Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla, e dal sindaco di Buccheri, comuni che secondo i dati riportati nei giorni scorsi rientrerebbero nell’area protetta rispettivamente per intero e per il 94% della superficie. “L’ex assessore Pagana aveva dato seguito alle istanze dei territori, poi si è perso tutto”, ricostruisce il deputato regionale.

La diffida all’Ispra

L’affondo più duro riguarda però un fronte nuovo, quello della diffida inviata questa mattina all’ISPRA. “Stamane ho diffidato l’ISPRA perché si chiarisca chi abbia inviato una relazione al ministero sul nulla osta al Parco degli Iblei così come è adesso individuato. Ho informazioni per cui l’Autorità di Bacino e l’ARPA non sono stati informati, sia sotto l’aspetto ambientale che idrogeologico, fattori determinanti in questa partita”, dichiara Auteri, che lascia intendere responsabilità anche a livello di apparato tecnico-amministrativo nella gestione dell’istruttoria.

La questione dei depuratori nella zona montana

Un capitolo a parte riguarda i depuratori. Il territorio montano interessato dal Parco è in larga parte sprovvisto di impianti di depurazione, e per Auteri i Comuni da soli non hanno le risorse per colmare il divario: “I Comuni non possono fare i depuratori perché per realizzarne uno ci vogliono 5, 6, 7 milioni di euro, quando hanno bilanci da 18 milioni. Come fai a fare un depuratore da 5 milioni?”.

I punti da trattare per Auteri

Da qui la ricetta del deputato della DC per l’incontro, sempre atteso, con il ministero: non un incontro vuoto sul Parco ma un confronto che parta dalle criticità ambientali reali del territorio. “Il primo tema da trattare con il ministro è un tavolo tecnico, con l’Autorità di Bacino e tutti i protagonisti di questa vicenda, per trovare insieme le soluzioni: prima la questione ambientale”, conclude Auteri.