Le indagini sull’ordigno rudimentale ritrovato in viale Tunisi, a Siracusa, si concentrano su un’ipotesi privilegiata dagli investigatori: un avvertimento indirizzato a una donna residente nella palazzina davanti alla quale il dispositivo era stato collocato. Un messaggio dai contorni inquietanti, legato presumibilmente alla sfera personale della destinataria.
L’episodio del barattolo scalciato
Resta centrale, nella ricostruzione, il passaggio più delicato dell’intera vicenda: qualcuno, ignaro di cosa contenesse realmente il barattolo di latta con polvere pirica e miccia, lo avrebbe scalciato lungo il marciapiede, facendolo rotolare fino nei pressi del supermercato della zona. Un gesto compiuto probabilmente senza percepire il pericolo reale, che avrebbe potuto innescare la deflagrazione in un’area ben più frequentata rispetto al punto originario in cui l’ordigno era stato lasciato. Gli investigatori stanno lavorando per stabilire chi abbia materialmente colpito l’oggetto e in quale momento esatto della giornata, un tassello che permetterebbe di fissare una cronologia precisa degli eventi tra il posizionamento davanti alla palazzina e il ritrovamento finale da parte degli artificieri della Polizia di Stato.
La pista privata
Sul fronte del movente, gli inquirenti stanno ricostruendo i rapporti della donna individuata come possibile destinataria del messaggio, alla ricerca di conflitti o situazioni pregresse che possano spiegare il gesto ma gli agenti di polizia ed i magistrati mantengono cautela: trattandosi della vita privata di una persona identificabile all’interno di un condominio ristretto, ogni elemento viene verificato prima di essere considerato attendibile.
La scansione delle telecamere
Un capitolo determinante dell’inchiesta riguarda l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona nord della città. Gli agenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere pubbliche e private su viale Tunisi e nelle strade limitrofe, con un duplice obiettivo: individuare chi ha collocato l’ordigno davanti alla palazzina. Le riprese potrebbero restituire orari, percorsi e, qualità permettendo, dettagli utili all’identificazione di entrambi i soggetti, che al momento non è chiaro se coincidano nella stessa persona.
Le testimonianze dei condomini
In parallelo prosegue l’ascolto dei residenti dello stabile, chiamati a riferire su eventuali visite sospette, tensioni condominiali o segnali che possano aver preceduto il ritrovamento. Particolare attenzione viene riservata a chi abitualmente transita nell’orario in cui l’ordigno sarebbe stato spostato, nel tentativo di raccogliere un riscontro diretto sull’episodio del barattolo calciato lungo il marciapiede.
Gli sviluppi attesi
Il riscontro tra testimonianze e materiale video sarà decisivo per stabilire se la pista privata regge o se il quadro vada ampliato. Gli investigatori non sciolgono la riserva: in assenza di conferme, il ventaglio delle ipotesi potrebbe riaprirsi.






Commenta con Facebook