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E nu scurdammu a dillu? “Evviva Santa Rusulia” è la vuci di la genti ca festeggia in allegria…Recita così il nuovissimo brano dedicato alla Santuzza più conosciuta e venerata, la salvatrice dalla peste di Palermo del 1624, che da adesso indossa un’inedita veste rock.
Dopo il 402° Festino, celebrato in questa rovente estate, il prossimo 4 settembre ricorrerà la celebrazione religiosa della Santa, ma già da qualche tempo è stato pubblicato su tutte le piattaforme di streaming digitale “Santa Rusulia”. Si tratta di un componimento musicale che sin dalle prime note si preannuncia non come una semplice canzone dedicata alla Santa, ma come un vero e proprio inno rock, intenso <<con ritmi serrati, chitarre distorte e la forza arcaica del dialetto siciliano>> – così come l’ha descritta il suo interprete Rosario Terranova. A dargli voce è proprio il tono caldo e avvolgente dell’attore palermitano, noto per le sue tante interpretazioni tra teatro, cinema e fiction televisive. Ne viene fuori una celebrazione della Santuzza in una chiave sonora totalmente inaspettata, un registro musicale che rompe la più canonica delle idee folkloristiche e attualizza questa secolare ricorrenza, avvicinandosi ai ragazzi, sempre più in cerca di un punto di riferimento…più che di miracoli.
Un’opera che al fianco della commemorazione pone la narrazione della storia e della devozione popolare che ha reso il festino, e la celebrazione della Santa più famosa, un vero e proprio elemento identitario della città di Palermo e dei palermitani, “puru da chiddi spatriati ca vennu pi’ festeggiamenti”…eh sì perché ancora oggi il 14 Luglio vede il ritorno a casa di quanti colgono l’occasione di rientrare per onorare la ricorrenza, al fianco di chi predilige invece le cerimonie religiose dell’inizio di settembre, quando i ritmi tornano ad essere più frenetici e l’estate volge verso la fine, a dispetto delle temperature che ancora non cennano a condurre i siciliani verso l’autunno.
Tradizione e contemporaneità, che traspongono in musica una delle manifestazioni religiose e popolari più significative di tutto il bacino del Mediterraneo, sono certamente le cifre stilistiche di questo brano rock viscerale, pregno di energia travolgente. Così si addice del resto alla tempra della nobildonna Rosalia Sinibaldi, che a soli quindici anni abbandonò gli agi che le spettavano per nascita e abbracciò la fede, per essere ancora oggi invocata come simbolo di speranza, liberazione e rinascita. Quella stessa rinascita di cui Palermo e i suoi abitanti hanno più che mai necessità.
A rendere ancora più speciale questo inno alla santuzza è che sia frutto di un lavoro corale tutto siciliano, ma non solo made in Palermo…perché si sa, la fede a Rusulia va ben oltre i confini del capoluogo.
A firmare la nuova composizione è stato il cantautore Salvatore Taormina, già noto per aver visto alcuni dei suoi bravi approdare a Mediaset con amici di Maria De Filippi e persino a Sanremo, qui è autore della musica insieme a Baldo Brandi. Il testo, che narra di tutti quegli elementi che rendono unico il festino, con la processione del carro trionfale tra bancarelle, luminarie e gli occhi dei fedeli che rivolti al cielo invocano la santa, è stato scritto da Ignazio Dolce. L’arrangiamento è di Piero Sala, le chitarre di Alessandro Decente, mix e master di Gaspare Sala, mentre l’immagine di copertina, a chiosa di questa condivisione artistica tra Palermo, Trabia e Termini Imerese, è stata ideata da Massimo Bellizzi.
Un lavoro che valorizza il patrimonio culturale e religioso della Sicilia, così come i suoi autori e interpreti ci hanno abituato: “Santa Rusulia” non è solo per Palermo e i suoi abitanti, è l’inno di coloro che si riconoscono in questa rara manifestazione di fede tra simbolismi, identità e appartenenza. Non resta che aspettare il videoclip per immergersi ancora di più in questa secolare tradizione…

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